ALIFE. Mozione di sfiducia al sindaco Di Tommaso firmata in 6 e richiesta di convocazione di consiglio comunale inviata al Prefetto Ruberto: ennesima assise di fuoco in città.

“All’angoscia da confronto che impedisce alla giunta comunale di uscire dal proprio nascondiglio psicologico ed affrontare con coraggio le opposizioni deve associarsi anche il timore del confronto con i cittadini. Vi rimane un’unica strada: quella delle dimissioni”.    

Interrogazioni alle quali già ho dato risposta scritta – annuncia ad inizio seduta il sindaco Di Tommaso, senza che ancora nessuno aveva preso la parola ed appena dichiarati aperti i lavori. E non sono all’ordine del giorno della seduta odierna poichè, essendo tante, occorre un confronto anche amichevole: organizziamolo anche con una diretta, il prossimo consiglio comunale sarà dedicato solo alle interrogazioni”. La sindaca si scusa per il tempo trascorso dalla richiesta delle innumerevoli interrogazioni consiliari, che vertono sui problemi reali del paese Alife, presentate dai consiglieri dei tre gruppi di minoranza: “Uniti per Alife” di Di Caprio e Cirioli, “Alife Libera”, le ex maggioranza Di Muccio e Pasqualetti, e “L’Elefante – C’é un’altra Alife”, con Guadagno Macchiarelli, e di non aver dato una risposta a tutte, così come invece richiesto. Poi, incalzata, ritorna nel corso dell’assise sulle questioni ribadendo ancora una volta che una risposta l’aveva data per iscritto (almeno ad alcune): ma le interrogazioni erano, e sono, a risposta orale e da fornire nel corso del consiglio comunale, in quanto, hanno sostenuto gli autori quest’oggi, si necessita di una discussione, di un dibattito, che non può essere esaurito da una semplice risposta data per iscritto. La seduta odierna è stata intesa dalla maggioranza come a carattere straordinario, anche se già deliberata l’applicazione dei tributi comunali (Imu, Tasi, Tari, Tosap, addizionale comunale all’Irpef) con aliquote già al massimo consentito dalla legge (causa il dissesto finanziario dichiarato nell’aprile del 2017 dall’allora amministrazione targata Cirioli). E di “dissenso nell’operato dell’attuale amministrazione” hanno parlato fin da subito la Pasqualetti e la Di Muccio, elette meno di 9 mesi fa proprio nella compagine di maggioranza “Rinascita Alifana”, ed ora facenti parte di un “autonomo gruppo consiliare (“Alife libera”, ndr), in quanto non si riconoscevano più nel sistema di gestione dell’attuale amministrazione”, ribadendo “le interrogazioni a risposta orale relative alla pianta organica del Comune di Alife, riorganizzazione degli uffici nonchè le spese del personale in seguito alle prescrizioni dettate dal Ministero delle Finanze. A tali interrogazioni non vi è stata risposta in aula”, preannunciando l’abbandono dell’assise e rammentando la “paura di confrontarsi con gli altri consiglieri” da parte dell’amministrazione in carica. E causa l’inosservanza dello Statuto comunale e violazione del diritto dei consiglieri è stata inviata stamane una nota al Prefetto della Provincia di Caserta dr. Raffaele Ruberto a firma congiunta da parte dei sei consiglieri che si oppongono all’attuale compagine di maggioranza, come riferito in aula dal capogruppo di “Uniti per Alife” Di Caprio, anche perchè è stata “contestata la stessa convocazione del consiglio comunale in forma straordinaria” (a norma dell’ articolo 24 del Regolamento comunale), che può essere convocato in tale forma “quando la stessa sia ritenuta necessaria dal sindaco o richiesto da 1/5 dei consiglieri comunali”, tra l’altro gli argomenti non sono da seduta straordinaria, poichè “da mesi che è noto che entro il 31 marzo bisogna approvare questi provvedimenti”. “La nostra attenzione è sui tributi comunali con aliquote applicate già al massimo. Nella prima riunione successiva alla dichiarazione di dissesto – continua Di Caprio – il consiglio comunale è tenuto a deliberare tali aliquote nella misura massima consentita. Quindi è del tutto inutile oggi la discussione su questi punti: avremmo potuto discutere di altro, delle interrogazioni, dei problemi che ci affliggono ed invece ci vediamo costretti a fare atti superflui”. “Aleggia come un fantasma in quest’aula la paura del confronto – esordisce nel suo intervento il capogruppo de “L’Elefante” Guadagno – una paura che gli amministratori di maggioranza, in particolare il sindaco e gli assessori, stanno dimostrando di avere costantemente e che si palesa nel sistematico mancato inserimento negli argomenti da trattare nei consigli comunali, delle interrogazioni a risposta orale presentate dalle opposizioni. All’angoscia da confronto che impedisce alla giunta comunale di uscire dal proprio nascondiglio psicologico ed affrontare con coraggio le opposizioni deve associarsi anche il timore del confronto con i cittadini. Risulta evidente a tutti che la vostra azione amministrativa non stia affrontando e risolvendo nessuna delle gravi difficoltà che la nostra comunità vive – incalza Guadagno, che contesta pure il mancato parere (obbligatorio) del revisore dei conti allegato ai punti portati in aula – la discussione dei problemi veri che voi non state affrontando e non volete affrontare. Se non siete in grado di affrontare le situazioni, se non siete in grado di affrontare le opposizioni, che in questo caso rappresentano la stragrande maggioranza dei cittadini, visto che nei banchi delle minoranze ora ci sono anche due ex consiglieri di maggioranza (Pasqualetti e Di Muccio, ndr), vi rimane un’unica strada: quella delle dimissioni. Vi dico che non riuscirete a fermare le nostre iniziative perchè agite solo con furbizia e non con intelligenza”. Punti approvati dalla sola maggioranza (sette componenti) con le minoranze (in sei) che hanno abbandonato contestualmente la seduta.

ALIFE Convocazione Consiglio comunale con contestuale mozione di sfiducia

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  1. marzo 30, 12:47 Alberto

    Al voto con questa maggioranza il paese è in stallo non è possibile che a rimetterci sia il popolo

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