ALIFE. Navigli alifani botanicamente deturpati, si rasenta lo scempio ambientale: un’altra lungimirante scelta dell’amministrazione comunale.

Il taglio fuori stagione, come tagliare una vena quando c’è il flusso che scorre: cose assolutamente da non fare che si insegnano ai bambini delle elementari.

Che dire dello scempio ambientale che si sta consumando lungo i cosiddetti “navigli” di Alife, il torrente Torano in particolare tratto Porta Napoli – Caserma dei Carabinieri, dove insistono lungo la strada, e proprio sopra il marciapiede che delimita l’arteria Via Circumvallazione Mura Romane, un filare di imponenti alberi lecci. Il leccio, dal latino Quercus ilex, è detto anche elce ed è un albero sempre verde, tutto l’anno, appartenente alla famiglia delle Fagaceae, molto diffuso nei paesi del bacino del Mediterraneo. Ad Alife ve ne sono piantati da anni esemplari nella zona di Porta Napoli, oltre che lungo il Torano anche nella adiacente villetta comunale.

Più avanti ed in direzione Quadrivio, lungo Via Caduti sul Lavoro nello specifico, insistono invece specie di acacie e prugnoli. Il prugnolo è anch’esso un albero folto, caducifoglie e latifoglie, alto fino a 5 metri, con corteccia scura, talvolta i rami sono contorti. Le foglie sono ovate di un verde scuro, con fiori molto numerosi e bianchi, che compaiono già da fine marzo, inizi aprile, ricoprendo completamente le branche.

Ma quale scempio ambientale si starebbe consumando? Quello di procedere a potatura a maggio inoltrato e, quindi, in piena ripresa vegetativa, quando cioè le sostanze nutritive passano dalle radici verso i rami e le foglie.

In inverno, proprio per il fatto che gli alberi vanno in dormienza, creano un sistema di riserva per affrontare la stagione fredda, quindi le sostanze nutritive si spostano verso l’apparata radicale, le radici in buona sostanza. Ed è questo il tempo, e solo in questo periodo, in cui si possono potare gli alberi, fino cioè al mese di marzo con temperature ancora fredde, tagliando rami secchi o magari invadenti per lasciare spazio ad un arbusto più snello ed elegante.

E mentre nella zona di Porta Napoli si è assistito, oltre ad una crudele potatura, anche ad un taglio delle cime, che produrrà inevitabilmente ad un allargamento della chioma verso il centro della strada, con uccelli che nidificheranno e che deturperanno ancora di più la zona sottostante, oltre alla maggiore concentrazione di umidità dovuta al poco filtraggio del sole, lungo Via Caduti sul Lavoro gli esili rami spezzati dal vento sono i primi effetti negativi di questa potatura fuori stagione: sovente i rami si appoggiano l’un l’altro ma una volta tagliati senza questo sostegno anche con un flebile venticello si spezzano facilmente; non solo, ma con l’uscita di nuove foglie si crea il classico effetto vela che fa rompere i ramoscelli anche più agevolmente.

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