ALIFE. Pd, Santagata “sfiducia” Santagata: a Zeppetelli l’arduo compito di raccogliere i cocci di un partito in frantumi.

alife gianni zeppetelliDel Giudice Emilioalife-di-muccio 600Con la Di Muccio, o un componente della famiglia (Francesco Santangelo?) in procinto di candidarsi col centrodestra, con il vice Sindaco Del Giudice autoricandidatosi col gruppo Avecone, chi il buon Gianni riuscirà a tenere dell’attuale bolgia?

Un partito in frantumi quello che si evince dai movimenti, e dalle scelte, del Partito democratico ad Alife. Dopo l’ “arrogante” azione di voler spodestare un direttivo coordinato dall’attuale consigliere comunale, Gianfranco Di Caprio, si è continuati in scelte confusionarie, e senza scopo, che hanno portato ad una situazione attuale che rasenta la follia “politica”. In un ristretto “gruppetto di amici”, forse in una serata in pizzeria, si è deciso chi doveva essere il direttivo (Alfonso Santagata, Emilio Dl Giudice, Marco Bergamin, Alfredo Frattolillo e Giuseppe Santagata) e chi il coordinatore (quest’ultimo): il tutto senza interpellare la base del partito, senza un degno congresso cittadino, il tutto avallato da due “presunti garanti” inviati dal partito provinciale (Raffaella Zagaria da Casapesenna e Gianluca Pascarella da San Potito Sannitico). Ma questa è storia passata. Senza volere rivangare il “nulla” politico lasciato e prodotto da questo direttivo, compresi i fallimentari tentativi di volere aprire presunti tavoli di concertazione in vista del rinnovo del consiglio comunale a maggio 2016, il presente è che lo stesso coordinatore (#quellochechiamano) (G. Santagata) è stato “sfiduciato” dallo stesso componente il direttivo (A. Santagata) che lo aveva fortemente voluto: siamo alle comiche, insomma, un’azione che ha fatto ridere pure il direttivo provinciale di Caserta. Ma come, si è voluto sfiduciare il precedente direttivo, credendo di avere i numeri per farlo, se ne presenta un altro, e dopo pochi mesi si fanno azioni forti per contrastarlo al punto di chiederne la testa? Le redini di un partito alla deriva (comunque secondo in paese, dopo Forza Italia, alle ultime competizioni regionali dello scorso anno) ha cercato di prenderle il mutualista Giovanni Zeppetelli, già a capo di una lista civica nel 2004 “Alife Tua”: riuscirà il buon “mediatore” a calmierare tanti “polli” nel “pollaio alifano”? Neppure gli incontri con il consigliere regionale Gennaro Oliviero stanno facendo luce sulla vicenda. Ma a maggio si vota. Con la Di Muccio, forte dell’esperienza alle elezioni regionali del 2015 (la cui candidatura è stata fortemente voluta dal primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, che per questo si è recato fino a casa di Peppe Stellato a Santa Maria C.V.), oppure un componente della famiglia (Francesco Santangelo?) in procinto di candidarsi con il centrodestra, con il vice Sindaco Emilio Del Giudice autoricandidatosi col gruppo Avecone, chi il buon Gianni riuscirà a tenere dell’attuale bolgia? Chi avrà il coraggio di proporre a primo cittadino?

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