ALIFE. Pd, un progetto già fallito. “Elaborare un progetto politico che possa essere un contenitore di idee”: così Santagata. Ma chi è costui?!?!?

alife consiglio 10.09.2015 aNon ci meravigliamo più delle iniziative, per lo più sparute, di singoli, ma quello che non dev’essere annunciato è di rappresentare un partito nella sua interezza: chi lo fa dice una sciocchezza, e sa di dirla grossa.

di Vincenzo Martino (tesserato Pd)

Ha già preso il via da tempo la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale ad Ailfe, non fosse altro per il fatto che due consiglieri di maggioranza hanno “tradito” il Sindaco Giuseppe Avecone, la squadra di governo e la lista “Per Alife” che nel maggio del 2011 raccolse 3.312 voti, puri, legittimi, scritti con la matita consegnata alle elettrici ed agli elettori di Alife dal presidente di uno degli otto seggi elettorali per tracciare un voto, una preferenza, prima di lista e poi di candidato. Poi, si è tradito anche un mandato elettorale: se si viene eletti in una lista, l’elettrice o l’elettore osserva attentamente tutta la squadra, il programma che intende proporre alla cittadinanza e, non ultima, la figura sindacale, il candidato a primo cittadino, che rappresenta e sintetizza tutti i componenti. Non entrando nel merito delle scelte dei due consiglieri che hanno deciso di passare tra i banchi dell’opposizione, (ma la cittadinanza ancora aspetta le loro motivazioni, almeno come annunciarono loro stessi nel corso dell’ultimo consiglio comunale – nella foto), ci si sta muovendo da settimane nell’ottica di preparare future squadre per il governo del paese. Da tempo il Sindaco Giuseppe Avecone, forte delle manifestazioni di vicinanza dimostrategli dai consiglieri comunali con i quali sta amministrando il paese, e della cittadinanza alifana, ha annunciato la volontà di ricandidarsi, sempre nel contesto di una lista civica, con un gruppo in parte rinnovato ma sempre mosso dallo stesso spirito: lavorare per il bene di Alife. Accanto a questa iniziativa, della quale nessuno ha mai nutrito dubbi, certamente se ne stanno muovendo delle altre: qualche lista civica in fase embrionale, il desiderio del Movimento 5 Stelle di misurarsi in una competizione amministrativa per la guida del Comune, e poi il Partito democratico, che vede, come ha sempre visto, diverse espressioni in città divise in diversi gruppi politici vicini a più di un candidato che aspira a diventare primo cittadino (da candidati alle ultime elezioni regionali a medici chirurgi che si propongono, passando per ex segretari di sezione e qualche sorpresa già in cantiere). Non ci meravigliamo più delle iniziative, per lo più sparute, di singoli, ma quello che non dev’essere annunciato è di rappresentare un partito nella sua interezza: chi lo fa dice una sciocchezza, e sa di dirla grossa; si prendono in giro i militanti del partito, si fa un danno al partito stesso. La direzione provinciale del partito questo lo sa, e lo sa da anni: sa delle divisioni di Alife e dei circoli che si sono succeduti in questi ultimi anni. Lo sa il segretario provinciale, da qualche giorno ex, Vitale, come lo sa il presidente provinciale Cappello, lo sanno i rappresentanti della direzione provinciale. Chi annuncia di essere il segretario di un partito sa che non rappresenta nemmeno quegli 84 ingenui elettori ed elettrici alifani (e non tutti fisicamente sono andati a votare) che si sono recati in aula consiliare dove era in corso un congresso cittadino fantasma, con un’ unica lista preconfezionata. La maggior parte dei sostenitori del Partito democratico era fuori da quel congresso cittadino, è fuori da questo direttivo, e da questo circolo: del resto, “i risultati locali fino ad oggi ottenuti” non fanno che dimostrarlo. Questo lo sa il circolo stesso, e continuano a saperlo anche in direzione a Caserta. Altro che “cittadini attori dei cambiamenti” dunque, i cittadini vicini al Pd sono disorientati e non sarà certo questo “disorientato direttivo” a chiarirgli le idee, o fantomatici segretari che continuano un “laborioso lavoro fin qui posto in essere”. Faranno, in tutta libertà, le loro scelte, come hanno sempre fatto: anche, e soprattutto, in una competizione per la guida del paese.

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