ALIFE. Piano Finanziario Gestione Rifiuti anno 2014: il Comune spenderà per la gestione ”rifiuti” ben 1milione e 360mila euro, uscita interamente coperta dalle entrate.

alife consiglio comunale 8.9.2014 a

Secondo le previsioni di entrata, invece, 1.360.755,52 euro sarebbero raggiunti con 51.000,00 euro di agevolazioni previste da regolamento, 125.000,00 euro da amggiori entrate da accertamento, e 1.286.755,52 euro costituente l’entata teorica, di cui 1.018.513,23 (il 79,15%) dalle utenze domestiche, e 268.242,29 euro (il 20,85%) dalle utenze non domestiche

1.360.755,52 euro: tanto spenderà il Comune di Alife per la gestione dei rifiuti nel solo anno in corso 2014. Dai dati del Piano Finanziario, recentemente approvato prima dalla giunta comunale, presieduta dal Sindaco della Città di Alife, Giuseppe Avecone, e poi deliberato in consiglio comunale, emerge perfetto pareggio tra costi, previsti ed impaganti, e ricavi, accertati. Nel dettaglio i costi di spazzamento e lavaggio delle strade comporteranno all’ente alifano, in un anno, l’esborso di 179.204,85 euro, ed è una voce fissa, indipendentemente cioè dall’ammontare dei rifiuti trattati. Altri 29.290,67 saranno i costi da sostenere per la gestione, quali il pagamento del personale. I costi operativi di gestione ammonteranno, invece, a 187.580 euro, per un totale di costi fissi pari a 396.075,52 euro, pari al 29.11% dei costi complessivi. Il restante 70,89%, difatti, rappresentano la parte variabile dei costi, come quelli per la raccolta e trasporto (244.680,00 euro) e quelli per il trattamento e lo smaltimento (720.000,00 euro), per un totale di 964.680,00 euro.  Secondo le previsioni di entrata, invece, 1.360.755,52 euro sarebbero raggiunti con 51.000,00 euro di agevolazioni previste da regolamento, 125.000,00 euro da amggiori entrate da accertamento, e 1.286.755,52 euro costituente l’entata teorica, di cui 1.018.513,23 (il 79,15%) dalle utenze domestiche, e 268.242,29 euro (il 20,85%) dalle utenze non domestiche. Le famiglie di Alife sono 2.667 pe un totale metri quadri di abitazioni pari a circa 345.141,53, di cui 452 famglie per poco più di 54.000 metri quadri, 555 famiglie per 77.600 mq, 1.076 per 132.000 e così via. Le utenze non domestiche sno rappresentate in numero maggiore da negozi di abbigliamento, calzature, cartolerie, ferramenta ed altri beni durevoli (n. 73 per 20.870 mq); uffici, agenzie e studi professionali (numero 68 per complessivi 4.041 mq), supermercati, pane e pasta, macellerie, generi alimentari, (n. 43 per complessivi 5.938 mq); attività artigianali di produzione beni spoecifici (n. 33 per 4.886 mq).

In merito alle tariffe, i nuclei familiari pagheranno una quota fissa di 0,68 euro/mq + una quota variabile di 144,00 euro per utenza (con 1 componente); una quota fissa di 0,79 euro/mq + una quota variabile di 235,64 euro per utenza (con 2 componenti); una quota fissa di 0,86 euro/mq + una quota variabile di 301,09 euro per utenza (con 3 componenti); una quota fissa di 0,92 euro/mq + una quota variabile di 340,36 euro per utenza (con 4 componenti); una quota fissa di 0,93 euro/mq + una quota variabile di 425,45 euro per utenza (con 5 componenti); una quota fissa di 0,89 euro/mq + una quota variabile di 445,09 euro per utenza (con 6 o + componenti).

Le utenze non domestiche, invece, pagheranno le seguenti tariffe: 21,44 euro/mq i banchi di mercato generi alimentari; le mense, birrerie e amburgherie 16,46  euro/mq; i negozi di ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio, 14,08 euro/mq; i ristoranti, le trattorie, le pizzerie ed i pub 10,97 euro/mq; i bar, caffè, pasticceria 8,00 euro/mq; gli ipermercati di generi misti 7,09 euro/mq; i supermercati, pane e pasta, macelelrie, generi alimentari 5,76 euro/mq; gli uffici e studi professionali 3,48 euro/mq; i negozi di abbigliamento 3,11 euro/mq; le farmacie 3,91 euro/mq; le attività artigianali, parrucchiere, barbiere, estetista, 3,34 euro/mq; le carrozzerie, autofficine, eelttrauto, 3,21 euro/mq; lea ttività industriali con capannoni di produzione 2,29 euro/mq.

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