ALIFE. Questione Consorzio Idrico, Cirioli sindaco pro tempore si lamenta che non è stata attivata una gestione propria della rete idrica. Semplice: l’acqua sarebbe costata il doppio!!!
L’acqua nelle case degli alifani avrebbe avuto un costo decisamente più alto rispetto a quello che si sopporta adesso con la manutenzione affidata al Consorzio Idrico (nella foto, la sede provinciale a Caserta). Ecco perchè.
Decreti ingiuntivi che vanno… e decreti ingiuntivi che vengono. Sembra che al Comune d’Alife notifichino, da 11 mesi a questa parte, solo notizie negative. L’ultima, portata all’attenzione dal sindaco pro tempore Cirioli, sarebbe quella relativa ad un decreto ingiuntivo da 800.000 euro (?) emesso dal Tribunale sammaritano ed attivato dal Consorzio Idrico “Terra di Lavoto” di Caserta a carico del comune alifano. Il primo cittadino, nelle sue esternazioni, oltre a lamentarsi della portata del decreto stesso, pone il dubbio del perchè non è stata attivata una gestione propria della rete. Precisazioni vanno da subito fatte già sul primo aspetto: la portata del decreto ingiuntivo. Essere consorziati di un ente sovracomunale significa, necessariamente, farsi carico degli svantaggi come beneficiare dei vantaggi: se l’ente chiude un esercizio con un bilancio in attivo, ne beneficeranno tutti i consorziati; se, viceversa, la chiusura è in perdita, questa dovrà essere sopportata da tutti gli aderenti. La quota attribuita al Comune alifano, e che ne dovrà ora farsi carico, è stata valutata in base all‘ultimo bilancio approvato del Consorzio prima della decisione di Alife di uscire dalla convenzione. Una quota che però non avrebbe nessun presupposto oggettivo, ma andrebbe attentamente valutata coi tecnici sulla effettiva sua portata (studiando bilanci e perdite effettive), ed oggetto di ricorso con i legali, che certamente il Comune d’Alife incaricherà. La decisione, poi, di uscire dal Consorzio anni fa, precisamente nel 2014, è stata una decisione corretta, valutando efficacia, efficienza ed economicità. La Regione Campania ed Acqua Campania lamentavano, difatti, innumerevoli pagamenti arretrati da parte del Consorzio stesso, ed attivarono decreti ingiuntivi di portata molto superiore a questo citato: per rivalersi, il Consorzio attivò a sua volta decreti nei confronti dei consorziati. Ancora più corretta sembra essere stata la decisione di continuare a mantenere la gestione della rete idrica al Consorzio. Difatti, viene applicare la stessa tariffa dell’acqua, determinata dall’Assemblea consortile, a tutti gli aderenti (oltre 50 Comuni più l’ente Provincia di Caserta). E per l’ente alifano questo è certamente un vantaggio. Un comune esclusivamente pianeggiante, come ad esempio San Cripriano d’Aversa, avrà un costo per la distribuzione certamente inferiore a quello di Alife, che invece si estende in collina (la popolosa frazione di San Michele), in un’altra frazione collinare, Totari, distante dal centro, oltre ad un vasto territorio circostante disseminato di civili abitazioni. Basti considerare la manutenzione di tutta la rete, la gestione dei pozzi, l’energia elettrica necessaria per l’estrazione e quant’altro. Ebbene, se il Comune di Alife avesse deciso di effettuare una gestione propria della rete idrica avrebbe dovuto sopportare costi almeno il doppio di quelli che sostiene, adesso, mantenendo la manutenzione al “Terra di Lavoro”.
IL COMUNICATO FATTO DIRAMARE DAL SINDACO CIRIOLI
“Il Consorzio Idrico Terra di lavoro batte cassa. E’ arrivato stamane dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere un decreto ingiuntivo indirizzato al Comune di Alife. Si tratta di circa 800.000 Euro di decreto ingiuntivo dal Consorzio idrico Terra di Lavoro perché il Comune di Alife è uscito dal Consorzio nel 2014 e deve farsi carico delle perdite di gestione. “Il debitore che nel termine di 40 giorni dalla notificazione del presente decreto ingiuntivo può proporre opposizione e che, in mancanza di opposizione entro il predetto termine, si procederà ad esecuzione forzata. Si è deciso di uscire dal Consorzio Idrico Terra di Lavoro e di accollarsi le perdite di gestione lasciando però i soldi dei cittadini nelle loro mani in quanto continuano a gestire la nostra rete – continua il primo cittadino. Che senso ha avuto uscire dal Consorzio senza attivare anche una gestione propria della rete?”








ma questo decreto ingiuntivo non era stato gia presentato tempo fa ora viene ripreso e riproposto ma e sempre lo stesso