ALIFE. Esternalizzazione tributi comunali: con “dissidenti” e minoranza in aula deliberato il rinvio. Attivazione entrate proprie: passa con i soli voti della maggioranza 5/13 solo perchè seduta di 2° convocazione.

Il sindaco Cirioli decide di mettere a votazione, nonostante la richiesta degli otto del rinvio. Risultato: 5 contrari al rinvio (i 5 la maggioranza), 8 favorevoli (“dissidenti” e minoranza), maggioranza di nuovo “sotto” ed obbligo di nuova seduta consiliare (nella foto, la maggioranza che regge le sorti del paese).
Ennesima dimostrazione, nel consiglio comunale di stamane, ore 13:00 (in seconda convocazione dopo la seduta deserta di ieri, ore 10:00, di prima convocazione) che la linea politica del Comune venga decisa dai consiglieri che si oppongono all’attuale maggioranza 5/13 (Cirioli, Di Caprio, Sasso, Pece e Zazzarino). Fino a quando, infatti, i quattro componenti del gruppo dei “dissidenti” (Giammatteo, Santagata, Di Lauro e Meola), unitamente ai quattro consiglieri di minoranza “Toro per Alife” (Vitelli, Visone, Ginocchio e Palmieri) decidono di rimanere in aula, gli argomenti passano e vengono deliberati. Ma nel momento in cui decidono di abbandonare la seduta, i 5/13 passano automaticamente in minoranza e non sono in grado di deliberare alcunchè, anche alla luce del fatto che il quorum per la validità stessa della seduta non è validamente costituito (il numero minimo richiesto è di sette componenti). In merito al consiglio di oggi è stato deliberato con i soli voti dei 5/13 i punti relativi all’attivazione delle entrate proprie, sia i tributi minori (tra cui la Tosap, pubbliche affissioni) che i tributi maggiori (Imu, Tasi, Addizionale comunale all’Irpef): essendo, infatti, seduta di seconda convocazione, era sufficiente la presenza di 1/3 i componenti il consiglio, pertanto 4 più il sindaco (“dissidenti” e minoranza erano usciti dalla sala). Ma il punto all’ordine del giorno relativo alla nuova delibera circa la esternalizzazione, dopo la sonora bocciatura decisa nel consiglio ultimo di lunedì 12 giugno, nel corso del quale la maggioranza è andata di nuovo inesorabilmente “sotto”, “dissidenti” e minoranza stavolta decidono per il rinvio, per meglio valutare gli atti. Il sindaco Cirioli decide comunque di mettere a votazione. Risultato: 5 contrari al rinvio (i 5 la maggioranza), 8 favorevoli (“dissidenti” e minoranza), pertanto maggioranza di nuovo “sotto” ed, ovviamente, il punto passa con obbligo per il Presidente del Consiglio (il sindaco Cirioli) di fissare una nuova seduta in proposito.







