ALIFE / S. MARIA C.V. L’atletica della Campania piange Siham Laraaichi: la marocchina 36enne, morta sotto un treno l’altro giorno, aveva gareggiato anche ad Alife.
Una passione, quella del podismo, racconta Enrico Scarpone, il Presidente della sua società podistica Il Laghetto, “che le consentiva anche di aiutare economicamente la sua famiglia a Casablanca” (nella foto l’atleta, mentre si prepara per la Stracittadina di Alife con partenza da Porta Napoli).
L’Atletica della Campania piange Siham Laraaichi, la marocchina 36enne, originaria di Casablanca (Marocco), morta sotto un treno mentre attraversava i binari alla stazione ferroviaria di Santa Maria Capua Vetere. La corsa era la sua vita, la sua passione ma anche il suo lavoro. La ragazza era venuta in Italia dal Marocco proprio per correre, e nella nostra Regione ha fatto del podismo il suo lavoro diventando una delle atlete più forti, soprattutto nelle gare dei diecimila metri. Una passione, quella del podismo, racconta Enrico Scarpone, il Presidente della sua società podistica Il Laghetto, “che le consentiva anche di aiutare economicamente la sua famiglia a Casablanca”. La donna stava attraversando i binari quando, uno dei macchinisti, ha suonato per attirare la sua attenzione che però non si è voltata perché era impegnata a guardare l’altro convoglio. Accortasi del grave pericolo, l’atleta ha provato ad evitare uno dei treni sporgendosi verso l’altro che arrivava. E’ stata così agganciata dal predellino del treno Lecce-Roma che gli ha tranciato una gamba, quindi è stata travolta. Sul posto soccorritori e inquirenti hanno trovato la gamba a cinquanta metri dal corpo; il volto era completamente sfigurato. I poliziotti hanno poi trovato la carta di identità; la donna, single, viveva nei pressi della stazione. Un incidente terribile per l’atletica e per i suoi parenti. Sulla salma sarà effettuata l’autopsia. ” Laaraichi Siham stava con la nostra società da tre anni, aveva deciso di venire in Italia per sfruttare la sua forza e bravura e guadagnare con la corsa – il pensiero di Scarpone – e ci era riuscita, era una delle atlete più forti. Il suo sogno era quello di tornare nella sua Casablanca, con una tranquillità economica che avrebbe potuto rendere felice lei e la sua famiglia”. “Ci mancherà e siamo rimasti senza fiato alla notizia. Faceva i sacrifici per aiutare la sua famiglia, e il suo sogno era quello di ritornare da loro e di aiutare le sue sorelle e sua mamma, soprattutto dopo la morte del padre. Era una campionessa, nello sport e anche nella vita”.







