ALIFE / SAN POTITO SANNITICO. Strage di italiani in Bangladesh, bandiere a mezz’asta anche per i Comuni matesini coinvolti.

san potito sannitico d'allestro vincenzo 600Un gesto di solidarietà per ricordare il legame che Vincenzo aveva con San Potito Sannitico e di vicinanza per la famiglia della moglie Maria Assunta, residente ad Alife.

di Adele Consola

Tutto il Matese è in lutto per Vincenzo D’Allestro, vittima casertana del tragico attentato di Dacca, in Bangladesh. Dopo che nel primo pomeriggio di sabato, 2 luglio, sono stati resi noti i nomi dei nove italiani coinvolti nella folle strage, e tra loro anche quello del quarantaseienne piedimontese Vincenzo D’Allestro, l’intera comunità matesina è rimasta sconvolta per la ferocia che per la prima volta tocca così da vicino questi posti. Ancora incerta la data del rientro della salma a Piedimonte Matese per la celebrazione dei funerali ma i sindaci di Alife e San Potito Sannitico già preannunciano solidarietà alla famiglia e ai Comuni di Piedimonte Matese, città natale, ed Acerra, città dove da poco si era trasferito Vincenzo e la moglie Maria Assunta per lavoro, nel giorno in cui sarà proclamato il lutto cittadino.
“I nostri due Comuni, – fanno sapere i sindaci Francesco Imperadore (San Potito Sannitico) e Salvatore Cirioli (Alife) – hanno esposto la bandiera a mezz’asta in segno di lutto. Vogliamo esprimere tutta la nostra vicinanza e la vicinanza dei cittadini di Alife e San Potito Sannitico alla famiglia del nostro conterraneo Vincenzo stringendoci attorno al loro dolore e associandoci al cordoglio dei Comuni di Piedimonte Matese e di Acerra. Con l’augurio che atti così ignobile non si ripetano mai più”. Un gesto di solidarietà per ricordare il legame che il giovane Vincenzo aveva con il territorio di San Potito Sannitico e di vicinanza per la famiglia della giovane Maria Assunta Gaudio, moglie della vittima, residente nel territorio comunale di Alife.

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