ALIFE. Sansone vuota il sacco: “Minacciato di morte da un direttore di Banca”. L’ex promotore finanziario, fratello dell’ex dirigente del Comune, Pietro, chiarisce la sua posizione nello scandalo dei circa 100 risparmiatori truffati.

alife federico sansone 600A carico del Sansone (nella foto, in un servizio esclusivo della trasmissione televisiva “Le Iene”) anche l’esercizio abusivo dell’attività bancaria, giacché lo stesso avrebbe aperto una sorta di filiale della banca ad Alife (nella foto, sotto), nei pressi della chiesa di San Sisto.

Nella nota truffa finanziaria esplosa tempo fa e che ha visto coinvolti circa 100 risparmiatori che, fidandosi delle capacità dell’ex promotore finanziario, Federico Sansone, fratello dell’ex dirigente del Comune di Alife, Pietro (anch’egli prima licenziato e poi riammesso, ma con un procedimento penale ancora in corso), per la prima volta l’imputato principale si presenta in aula e vuota il sacco. Assistito dagli avvocati Maria Teresa De Bottis di Vairano Scalo e Sgambato dello studio Stellato di Santa Maria C.V., Sansone ha ammesso, attraverso una dichiarazione spontanea, che si è dovuto nascondere poiché “minacciato di morte” da un direttore di banca (la Unicredit è il gruppo coinvolto) se non avesse indotto i clienti coinvolti nella truffa a coprire gli ammanchi. Il fascicolo aperto è a carico non solo di Sansone di Alife, ma anche a sei diversi funzionari del citato gruppo bancario: Antonio Caropreso, direttore dell’Unicredit di Frasso Telesino; Giovanni Reale, Fortunato Cusano, Bruno Di Pietro, Bruno Tommasiello e Luigi Buono. A carico del Sansone anche l’esercizio abusivo dell’attività bancaria, giacché lo stesso avrebbe aperto una sorta di filiale della banca ad Alife, nei pressi della chiesa di San Sisto.alife sede finanziaria sansone 600

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