ALIFE / PIEDIMONTE MATESE. Scandalo pratiche dei finanziamenti ai beni storico – archeologici: interrogato funzionario del Comune, perquisizioni a casa di ex amministratori.
Nell’inchiesta “The Queen” della DDA di Napoli 18 appalti concessi tra il 2013 ed il 2016 ad Alife, Francolise e Riardo: destinatari di misure cautelari ex amministratori e tecnici.
Nello scandato dei finanziamenti ai beni storico – archeologici coinvolto anche l’Alto Casertano e la città di Alife, in particolare, che ha visto alle prime luci dell’alba il prelievo, per ora ai fini di interrogatorio, di un funzionario comunale, Claudio Accarino, e perquisizioni domiciliari a ex amministratori comunali. Nello scandalo, imperniato sulla figura chiave dell’ingegner Guglielmo La Regina, interessare 69 persone in tutta la Regione Campania, e rappresenterebbe una tranche dell’inchiesta che portò lo scorso anno all’arresto dell’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro. Sotto la lente della magistratura sammaritana il costituendo Museo Archeologico della città di Alife, in Via Caduti sul Lavoro, che registrò intoppi fin dalla posa della prima pietra, con l’impresa aggiudicataria i lavori in difetto amministrativo con le certificazioni antimafia. Difatti, i lavori vennero su sussivamente affidati alla seconda impresa in graduatoria, Museo che è quasi giunto a completamento e sta per essere consegnato alla città. Coinvolti anche l’ex presidente della Comunità Montana del Matese, Fabrizio Pepe, consigliere e capogruppo di maggioranza di quello che è stato il gruppo che ha amministrato la città di Piedimonte Matese nell’ultimo decennio, “Piedimonte democratica”. Misure cautelari per l’imprenditore Alessandro Zagaria, ritenuto legato al clan omonimo; Raffaele De Rosa, fratello dell’attuale Sindaco di Casapesenna; inoltre diversi professionisti, architetti, ingegneri, componenti commissioni di gara,







