ALIFE. Si attende solo la nomina del commissario prefettizio dopo lo scioglimento del consiglio comunale voluto da 8 componenti l’assise. Stangata in arrivo nei tributi locali.
Basti ricordare che l’addizionale comunale all’Irpef risulta essere ora la più bassa di tutto l’alto casertano: i residenti di Alife pagano difatti solo lo 0,3% di addizionale comunale.
Si attende a giorni, se non a ore, la nomina del commissario prefettizio che traghetterà l’ente Comune di Alife fino a nuove elezioni che, a questo punto, non è dato sapere quando ci saranno, giacché la decadenza degli otto consiglieri è avvenuta oltre la data fatidica del 24 febbraio (utile per indire nuove elezioni nell’immediato turno elettorale: maggio/giugno 2016). Rischio per il comune alifano, pertanto, di subire una gestione commissariale per un anno e due mesi, con votazioni slittate a giugno 2017: questa gestione commissariale è stata determinata dalle contemporanee dimissioni di otto consiglieri: Gianfranco Di Caprio, Gaetano Maietti, Maria Meola, Daniela pece, Alfonso Santagata, Marco Bergamin, Enrico palmieri e Pasquale Sasso. Ma la responsabilità degli otto firmatari le contemporanee dimissioni, che hanno fatto terminare anzitempo l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuseppe Avecone, si appesantisce ancora di più se si considera l’inevitabile aumento dei tributi locali che il commissario decreterà una volta insediatosi al comune di Alife. Basti ricordare che l’addizionale comunale all’Irpef risulta essere ora la più bassa di tutto l’alto casertano: i residenti di Alife pagano difatti solo lo 0,3% di addizionale comunale. Il tributo, introdotto per la prima volta dalla seconda amministrazione comunale targata Roberto Vitelli, (tributo allo 0,2% con una previsione di entrata annua pari a 35mila euro) ha subito nel corso degli anni solo un lieve ritocco, attestandosi appunto allo 0,3%, ma comunque al di sotto di tutte quelle stabilite dai Comuni limitrofi. Se tale tributo è stato mantenuto a tale cifra bassa, è per le economie di bilancio che si sono riuscite a fare in questi anni. Il commissario, che si preoccuperà della quadratura del bilancio stresso, decisamente metterà mano a tale tributo attestandolo almeno alle stesse soglie di quelle di altri enti (quindi, intorno allo 0,8%) (Esempio: su un imponibile reddito tassabile annuo di 20mila euro si pagavano ora 60 euro al Comune di Alife, se ne pagheranno con l’aumento almeno 160 euro). Nell’anno 2003, quando si insediò il commissario prefettizio Vittoria Ciaramella dopo lo scioglimento anticipato dell’amministrazione Vitelli (all’epoca determinante per la caduta fu il consigliere Giuseppe Aiale, poi sonoramente bocciato dall’elettorato), una delle prime azioni amministrative fu l’innalzamento dell’aliquota ICI (dal 5 al 5,3 per mille), aliquota che poi rimase su tale soglia fino all’abolizione del tributo ed introduzione dell’IMU. Inevitabili rincari, pertanto, ci potrebbero essere anche stavolta anche per l’IMU, che finora l’amministrazione comunale targata Avecone ha mantenuto alle aliquote minime previste per legge. Così pure per la TASI e la TARI, ma ritocchi potrebbero esserci pure per i diritti di segreteria ed ogni altra forma di tributo comunale.








ringraziamo l’amico che ci ha suggerito il link del ministero delle finanze, che ovviamente tiene conto dell’ultimo reddito tassato, ovvero quello nella dichiarazione presentata nel 2015… per i redditi dell’anno 2015 invece si presenteranno, e le imposte si pagheranno, nel 2016
http://www1.finanze.gov.it/finanze2/dipartimentopolitichefiscali/fiscalitalocale/addirpef_newDF/risultato.htm?anno=2014&lista=1&pagina=campania.htm&cm=&pr=CE&cc=A200&r=1
E’ attualmente dello 0,3 caro amico, chi ha mai parlato dello 0,6? Chi lo ha fatto non conosce neppure le aliquote del suo Comune, che paga sui propri redditi percepiti o che fa pagare!!!
è lo 0,3 o lo 0,6?