ALIFE. Test rapidi, il si di Zeppetelli: “inutile aspettare l’Asl, capire se in paese il virus è circolato”. Letino docet…

“Anche per essere più tranquilli in paese per i tanti ragazzi che camminano per le strade senza mascherine o si fermano in assembramenti. Amministratori eletti dal popolo che parlano di medicina? La loro ignoranza può riempire i cimiteri”.

In alcuni centri dell’Alto Casertano, su iniziativa dei Sindaci, ricordiamolo primi ufficiali sanitari sul territorio, sono stati somministrati test rapidi almeno alle categorie considerate più esposte a rischi, vedi i dipendenti pubblici, quindi anche quelli comunali, le forze dell’ordine, gli esercenti commerciali e loro dipendenti. La procedura è molto semplice: dopo aver acquistato i kit, ed in commercio ve ne sono di diverse specie ed affidabilità (con costi che oscillano tra i 10 ed i 70/80 euro cadauno, ma acquistarne in numero considerevole ovviamene ne riduce i costi), ci si reca presso un medico mutualista, daccordo ovviamente nell’effettuare le operazioni, il quale esegue il test presso il proprio studio ed alla fine rilascia pure una certificazione nella quale attesta, oltre alla negatività (o, sfortunatamente, la positività), pure il modello e tipo utilizzato. “Bisogna salvaguardare le categorie più esposte – ne è convinto Gianni Zeppetelli, già medico mutualista. Ad esempio, penso ai commercianti, che sono stati sempre aperti anche in questo periodo di lockdown e distribuito gli alimenti: devono essere controllati e vedere se il virus ad Alife è circolato. Si tratta di una indagine sieroprevalente: valutare la situazione con questi test che ci sono in commercio, ad un costo inferiore a 10 euro, anche se non raggiungono il 90% di attendibilità”. La attendibilità di quest test rapidi è però differente. “I  test hanno una attendibilità in media del 70%: questo significa che su 100 somministrazioni almeno 30 soggetti non li prende, ma almeno si ha una idea di come è la situazione in generale. Se si fanno ad esempio 100 test e si scopre che 60 presentano anticorpi, questo vuol dire che ci sono state, ma ci possono ancora stare, positività, pur se soggetti asintomatici, che non presentano o mai presentati sintomi”. I test li possono effettuare, materialmente, anche i medici mutualisti: “in paese, ad Alife, si sono offerti di farli a titolo gratuito medici di base”. “La sieroprevalenza? Credo, insomma, che sia una spesa fatta bene”. E chi invece ancora aspetta le risposte dell’Asl per agire? “Inutile aspettare le risposte dell’Asl. Che senso ha aspettare che lo Stato, chissà quando manderà i test alle Asl. Credo invece che sia giusto ed importante capire come è la situazione almeno per chi è stato più esposto al rischio, anche per essere più tranquilli in paese per i tanti ragazzi che camminano per le strade e senza nemmeno mascherine o si fermano in assembramenti. Pongo un altro interrogativo – continua il cardiologo di Alife: l’infermiere di Raviscanina che ha trasmesso il virus al suo paese se si è fermato ad Alife a fare spesa?” Altri Comuni del comprensorio si sono già attivati da tempo e li hanno effettuati, altri lo stanno facendo in queste ore, sempre partendo dalle categorie più esposte: “Penso a Letino, con una pronta, efficace e responsabile gestione del problema covid: va fatto un plauso al giovane sindaco Pasquale Orsi e alla giovanissima amministrazione. Un esempio da imitare e seguire anche per gli altri Comuni del Sannio”. Alcuni hanno posto l’interrogativo di che senso avrebbe cercare adesso soggetti positivi con questi test rapidi. “La politica sanitaria deve essere fatta da chi ha cognizione – annuisce sempre Zeppetelli – ma qui a volte parlano ignoranti della medicina. Il fatto che si è stati eletti dal popolo non significa poter parlare di queste cose: queste persone farebbero bene a stare zitti. La loro ignoranza può riempire i cimiteri”.

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