ALIFE. Una buona notizia per gli alifani: il Comune vince anche in appello il procedimento in corso da oltre 103mila euro contro il Consorzio Idrico. Non solo gli annunci catastrofici del sindaco pro tempore Cirioli, dunque…

Ai decreti ingiuntivi da 800mila euro attivati dallo stesso Consorzio, certamente impugnabili, la notizia che lo stesso Idrico è soccombente nei confronti del Comune di Alife (nella foto, la Cattedrale e Piazza Vescovado, il “salotto” di Alife).
Qualche buona notizia arriva anche al Comune d’Alife… nonostante il catastrofismo portato avanti dai 5/13 (sempre i 5 consiglieri comunali sui 13 che esprime l’assise: Cirioli, Sasso, Di Caprio, Pece e Zazzarino): l’ente alifano vince anche in II grado il procedimento giudiziario in corso attivato dal Consorzio Idrico (è la società Publiservizi di Caserta l’ente che si occupa della riscossione) e che ha avuto spunto da un decreto ingiuntivo, notificato al Comune nel maggio del 2010, per la cifra di 103.155,83 euro. L’oggetto del contendere sono i canoni idrici, lamentati dall’ente provinciale casertano, che risultano non corrisposti e relativi all’acqua pubblica che alimenta le fontanine e diversi edifici comunali del territorio. Ebbene, in virtù di una specifica convenzione, stipulata nel luglio del 1962, il Comune di Alife avrebbe concesso all’Idrico l’uso gratuito di alcuni locali comunali (le stanze occupare dal Consorzio adiacenti il Palazzo Municipale in Piazza Vessella), per contro l’ente provinciale avrebbe concesso la gestione idropotabile di ben 22 fontanine pubbliche, disseminate sul vasto territorio comunale, 10 bocche da incendio, ma anche l’acqua consumata nella casa comunale, gli edifici scolastici, l’ex macello di via Mura Romane e l’imponente Cattedrale Santa Maria Assunta che si erige in Piazza Vescovado. Una prima buona notizia è stata l’accoglimento del ricorso in I Grado, con sentenza numero 1.275 del 31 marzo 2016. Il Consorzio si è allora appellato, ma soccombendo anche in questo ulteriore grado di giudizio (con sentenza di alcuni giorni fa): risultato, il Comune di Alife non dovrà pagare, in virtù di quella convenzione, i 103mila euro del decreto ingiuntivo e potrà continuare a beneficiare dell’uso dell’acqua potabile nei siti indicati. Anche per la Cattedrale maggiore, dunque, simbolo di un’intera comunità, così come per gli edifici scolastici e per le tantissime fontanine, si potrà continuare a “beneficiare” dell’acqua potabile per usi civili senza versare canoni all’ente gestore.







