ALVIGNANO / CASERTA. La Provincia verso il dissesto finanziario; il Presidente Angelo Di Costanzo: “Scelta inevitabile”, mentre si incrementa il suo personale ufficio di Staff e collaboratori.
Amministrazione provinciale col fiato sul collo della Corte dei Conti: 8 milioni di euro il disequilibrio nel bilancio previsionale 2015 che, a questo punto, non sarà più approvato (la scadenza è il 30 settembre). Il tutto mentre si continua a spendere… e spandere: basta vedere il corposo, ed inutile ovviamente, ufficio di staff e collaboratori.
A breve dovrebbe esserci un vertice con tutti i capigruppo ed i responsabili dell’area finanziaria per discutere approfonditamente della questione, che poi sarà portata al vaglio del consiglio generale dell’ente entro la fine del mese di settembre. E già la settimana prossima, che va ad iniziare proprio domani, lunedì 21 settembre, il Presidente dell’ente, l’ing. Angelo Di Costanzo, anche Sindaco di Alvignano, avvierà una serie di consultazioni, sia con i tecnici, quindi gli operatori ed il responsabile dell’area finanziaria, così come i revisori dei conti (Angelo Di Stasio, presidente, Luciano Raiola e Antonio Verde) che con i capigruppo consiliari. Si va verso la non approvazione del bilancio preventivo per l’anno corrente 2015 entro fine mese, quindi portare all’attenzione dei colleghi consiglieri provinciali l’ipotesi del dissesto finanziario. Eppure le ipotesi che lo stesso Di Costanzo aveva preventivato ad inizio estate erano tutt’altre, addirittura quella di utilizzare l’avanzo di amministrazione per coprire il previsto disavanzo, così da evitare, almeno per questo anno, il dissesto. Evidentemente così non è stato, quindi esiste un disequilibrio (il bilancio preventivo di un ente deve necessariamente chiudere almeno in pareggio tra entrate ed uscite) pari a circa 8 milioni di euro, previsione del resto già anticipata dal dirigente Giuseppe Vetrone. Una “gestione non attenta della spesa” la causa principale del default, a detta degli stessi consiglieri di maggioranza vicini al presidente, “ma forse non da oggi”, pare che la questione preoccupante sia stata segnalata da tempo. Difatti la precedente amministrazione targata Domenico Zinzi aveva avviato una procedura di pre-dissesto, con l’intento di spalmare in un arco di tempo (circa 7 anni) i debiti accumulati, a cui si era arrivati per la forte contrazione delle entrate, dovute, come si disse, ai tagli operati dal governo centrale.







