ALVIGNANO / PIEDIMONTE MATESE. Scarcerato Di Costanzo, ancora dentro Cappello e Cappella: tutti gli sviluppi dell’inchiesta “Assopigliatutto”.
Ancora da decidere, invece, in merito a Piero Cappella, ex presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, Vincenzo Cappello, Luigi Imperadore, Simone Giannetti, Giuseppe Terreri e Francesco Raucci,
Il tribunale del Riesame di Napoli, nell’ambito dell’inchiesta “Assopigliatutto”. ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’imprenditore dei rifiuti Francesco Iavazzi e scarcerato l’ex Sindaco di Alvignano, e presidente della Provincia di Caserta, Angelo Di Costanzo: per quest’ultimo però è stata applicata la misura del divieto di dimora. Sono state ben otto, dunque, le posizioni giudiziarie esaminate ieri e depositate le decisioni solo in tarda serata, dopo le istanze di libertà avanzate dai legali di Angelo Di Costanzo e dell’imprenditore Francesco Iavazzi, difesi dagli avvocati Camillo Irace e Gennaro Iannotti. Ancora da stabilire, invece, in merito agli altri imputati che restano ancora in carcere: Piero Cappella, ex presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, Vincenzo Cappello già Sindaco del Comune di Piedimonte Matese, Luigi Imperadore. imprenditore della Termotetti di Gioia Sannitica, Simone Giannetti. ex assessore ad Alvignano, Giuseppe Terreri. responsabile unico di un procedimento di gara a Piedimonte Matese, e Francesco Raucci, consulente dell’inchiesta. Fissate, invece, al prossimo 3 ottobre le udienze di discussione per Ernesto Palermiti, ingegnere e consulente, ora agli arersti domiciliari, Gaetano Rauso e altri tutti difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Ercole Di Baia, Alberto Barletta, Claudio Sgambato, Emanuele Sasso, Paolo Falco, Carlo Madonna e Angelo Raucci. I sostituti procuratori sono Alessandro Di Vico e Giorgia De Ponte, mentre il capo della Procura a Santa Maria C.V. è Maria Antonietta Troncone. Secondo le accuse, gli appalti erano manipolati: da un minimo di un milione e mezzo di euro al Comune di Alvignano fino ai nove milioni a Casagiove. ma anche a Piedimont Matese; sequestrato un patrimonio di un milione e mezzo di euro, così come quote societarie e beni mobili, tutti risalenti agli imprenditori coinvolti nell’inchiesta. Le accuse per gli stessi sono di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, truffa e corruzione.







