Aversa / Ponticelli. Attivista gay ucciso: dopo il complice di Guarente che gli ha fornito l’arma si cerca, ora, chi lo ha aiutato a “farlo a pezzi”.

aversa-ruggiero-guarenteSarebbero due, secondo gli inquirenti, i complici di Ciro Guarente, l’ex militare di Marina, ora semplice dipendente civile, che la sera dell’8 luglio uccise e, successivamente, fece a pezzi, il 25enne Vincenzo Ruggiero, attivista gay originario di Parete. Uno gli avrebbe fornito l’arma, ma un altro ancora lo avrebbe aiutato a distruggere il cadavere. Il primo è stato, nell ultime ore, arrestato: si tratta di  Francesco De Turris, 51enne di Ponticelli, residente nelle stesse palazzine popolari in cui abita la famiglia di Guarente. Sarebbero state intercettate tra i due, tra il 6 e l’8 luglio scorso, almeno trenta telefonate nel corso delle quali si mettevano d’accordo sull’arma da usare per fare fuori il ragazzo. Per procurarsi la pistola, Guarente contattò De Turris: “Devo litigare con uno che sta dando fastidio alla mia fidanzata, anzi lo devo proprio ammazzare”. L’arma che voleva usare il Guarente era una calibro 22, ma De Turris gli rispose che con quel piccolo revolver poteva uccidere “le lucertole”. Così prese per sé la 22 e gli ha consegnò una 7 e 65 che, dopo il delitto, gli venne riconsegnata e la smontò, buttando i pezzi nei cassonetti della spazzatura. De Turris è uno spacciatore di cocaina, ma i clan a Ponticelli non l’hanno mai “autorizzato” a vendere la droga: nel passato, difatti, gli ruppero una gamba per punizione, ma lui reagì, distruggendo nei pressi di un campetto comunale per il calcio a 5 gli spogliatoi e le giostrine quando la struttura venne affidata a una associazione.

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