Aversa. Vincenzo ucciso con due colpi di pistola al petto: sbugiardato di nuovo Guarente che aveva raccontato di una lite e del ragazzo che aveva colpito la testa contro uno spigolo.
L’autopsia fa chiarezza e smentisce nuovamente Ciro Guarente: confermata la morte per arma da fuoco, con due proiettili di un calibro ancora da stabilire che sono stati trovati tra l’addome e il torace di Vincenzo Ruggiero. Come aveva raccontato inizialmente agli inquirenti l’attivista gay non è morto battendo la testa su uno spigolo durante un litigio tra i due, bensì è stato assassinato a sangue freddo con due spari al petto. Tra l’altro, nelle immagini registrate dagli inquirenti si vede chiaramente che il Guarente trascina il corpo del ragazzo di Parete in un sacco fuori dalla casa di Heven Grimaldi ad Aversa, la trans che stava ospitando Vincenzo da qualche mese. La posizione dell’indagato, unico iscritto sul registro della Procura di Napoli Nord, si è quindi aggravata ulteriormente.
Da questo momento, però, solo gli accertamenti di tipo tecnico-scientifico potranno chiarire la dinamica esatta di quanto accaduto.







