Baia Domizia / Cellole. Cadavere di un prof trovato carbonizzato nell’auto, fermato un anziano di 84 anni: tra i due dissidi economici.

Il suo assassino, un ex operaio in pensione, riconosciuto dalle telecamere pubbliche del Comune di Cellole. In ballo circa 10mila euro, parte dei quali già restituiti.

Ci sarebbe una svolta nel delitto dell’uomo rinvenuto carbonizzato in aperta campagna a Baia Domizia, ieri mattina, all’interno della sua vettura, di marca Dacia e modello Daster di proprietà dell’anziana madre dell’uomo. Nel corso della notte appena trascorsa, difatti, i carabinieri della compagnia di Sessa Aurunca hanno fermato un anziano 84enne, Angelo Gentile, proprio di Cellole, un ex operaio della vicina Carano di Sessa Aurunca, oggi in pensione, accusato di omicidio e distruzione di cadavere e già trasferito al carcere di S. Maria C.V. Pare che tra l’anziano signore ed il professore trovato cadavere ci fossero dei dissidi di carattere economico.

La vittima era Pietro Caprio, 58enne docente di educazione fisica in una scuola, l’Istituto Comprensivo “Antonio Sebastiani” della vicina Minturno, provincia di Latina. L’uomo, due figli maggiorenni, definita una persona tranquilla e riservata, viveva in uno stabile di tre piani, di cui al primo piano l’anziana madre, al secondo proprio il Caprio ed al terzo la ex moglie da cui era separato. Nel periodo estivo il docente faceva il bagnino in una struttura della località balneare. I suoi familiari non ne avevano denuncanto la scomparsa, nonostante non fosse rientrato a casa da aluni giorni, proprio perchè lo stesso era solito non rientrare per diverso tempo.

A incastrare il presunto omicida sono state le telecamere pubbliche del Comune di Cellole che hanno inquadrato le due auto, quella di Caprio e dell’anziano, entrare nella radura. Ne è poi uscita solo una, quella di marca Fiat e modello Palio di colore grigio dell’anziano suo presunto assassino.

Ma l’anziano acciuffato dai carabinieri avrebbe negato di essere l’assassino di Caprio, sostenendo di essere a casa, nel mentre continuano le indagini degli inquirenti coordinati dalla Procura di S. Maria C.V. per appurare eventuali complici dell’accaduto.

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