BAIA E LATINA / ALIFE / SAN POTITO SANNITICO. Spopolamento aree del matesino, causa principale la mancanza di lavoro: la tabella dei residenti 1991 – 2025.

Tutti i Comuni vedono un drastico calo nei residenti: i casi di Alife e San Potito Sannitico – la nota di Michele Santoro, ex Sindaco di Baia e Latina (nelle foto storiche: San Gregorio Matese, Sant’Angelo d’Alife, Alife, Piedimonte Matese, sotto Baia e Latina)
“Baia e Latina, come i Comuni dell’area del Medio Volturno, con tantissimi cittadini, soprattutto giovani trasferitesi o al Nord o addirittura all’Estero, è in via di spopolamento e invecchiamento della popolazione. Moltissime case abbandonate non solo nel Centro Storico, strade, desolatamente sempre più vuote. Scuole che a causa della riduzione drastica della natalità rischiano, di avere sempre meno alunni con la drammatica conseguenza di costituire le pluriclassi dannose per la didattica dei piccoli scolari o, addirittura una drastica riduzione delle classi. Piccole attività commerciali (commercio di quartiere) sono in via di estinzione ed addirittura sembra scomparsa la presenza di piccole attività artigianali anima dell’economia fino a pochi anni fa – argomenta Michele Santoro, già Sindaco di Baia e Latina.

Come tutti i Comuni delle aree interne, ed in particolare quelli facenti parte della Comunità Montana del Matese dell’area del Medio Volturno, anche Baia e Latina, lentamente, nel silenzio delle Istituzioni è soggetta ad un continuo ed inesorabile spopolamento.
Nel 1991 Baia e Latina contava 2434. abitanti. Nel 2025 (FONTE ISTAT) conta 1981 abitanti con una riduzione di 453 abitanti pari a circa il 18,5.%.. L’itera Area del Medio Volturno, comprendente i Comuni di Piedimonte Matese – Alife – Baia e Latina – dragoni – Alvignano – San Potito Sannitico – Gioia Sannitica – Castello del Matese – San Gregorio Matese – Letino – Gallo Matese – Sant’angelo d’alife – Raviscanina – Ailano – Valle Agricola – Pratella – Prata Sannita – Fontegreca – Ciorlano e Capriati al Volturno – Letino e Gallo Matese, nell’anno 1991 contava 521115 abitanti mentre nell’anno 2025 conta 42333 abitanti con una perdita di residenti di 9778 pari al 18,5 %. In pratica è come se, in questo lasso di tempo, si fossero persi tutti i cittadini dei Comuni di Pratella – Prata Sannita – Fontegreca – Ciorlano – Capriati al Volturno – Ailano . Valle Agricola e Raviscanina. Oppure il totale degli abitanti dei Comuni di Baia e Latina – Dragoni – Gioia Sannitica – San Potito Sannitico – Castello del Matese e San Gregorio Matese.
La causa, di questo enorme spopolamento è dovuto soprattutto alla mancanza di lavoro. Generalmente, sono le persone che vanno dove c’è lavoro e non viceversa. I nostri giovani, una volta studiato alle scuole superiori del nostro territorio, dopo tanti sacrifici economici da parte della famiglie e laureatesi, sono costretti per necessità ad emigrare o al Nord o addirittura all’Estero. I nostri sono paesi-Comunità, che sopravvivono Non vivono, e non crescono, fermamente ancorati alle nostre tradizioni, alla nostra storia, contribuendo alla sopravvivenza della nostra cultura. Tutto ciò non si è verificato per caso ma è dovuto alla mancanza di lungimiranza, delle istituzioni, e alle tantissime promesse mai mantenute. Negli anni sono mancate scelte coraggiose di chi aveva l’obbligo di programmare uno sviluppo coerente e compatibile in funzione delle risorse del territorio – sempre per Santoro.
Per evitare che il fenomeno, innanzi descritto possa ancora peggiorare, e far diventare i nostri comuni “Comuni fantasma”, servono specifiche e mirate politiche per le aree interne, in grado di sviluppare le piccole imprese, sostenere l’artigianato locale in via di estinzione, favorire e sostenere l’agricoltura, non quella tradizionale ma, quella a passo dei tempi moderi in raccordo con le politiche dell’Unione Europea, sviluppare ed incrementare il Turismo integrandolo allo sviluppo sostenibile delle nostre risorse ambientali, culturali e storiche. Tutto ciò deve, servire a rafforzare i servizi e generare opportunità per i giovani e deve essere necessariamente sostenuto dalla realizzazione di infrastrutture che oggi purtroppo il nostro territorio è carente. Il pericolo al quale il nostro territorio non dovrà sottacere è la trascuratezza.
Abituarsi al concetto “Tanto non cambia nulla” significa abbandonare il nostro territorio al suo inesorabile destino L’area interna della Media Valle del Volturno, che da tempo affronta la riduzione, e l’invecchiamento della popolazione con conseguente fuga dei giovani verso opportunità di lavoro, deve necessariamente attivare processi di rigenerazione demografica e sociale. Quando assistiamo alla partenza dei nostri giovani, o all’abbandono di abitazioni soprattutto nei Centri storici, allora ci rendiamo veramente conto di ciò che inesorabilmente sono destinati ai nostri paesi. Il nostro territorio, il territorio della media valle del Volturno, rappresenta uno scrigno di cultura e di tradizioni tramandate nel tempo dai nostri nonni alle giovani generazioni.
Cosa fare allora per evitare, o limitare, quello che sta accadendo ? E’ necessario, soprattutto, che le istituzioni, e in primis la Regione, abbiano il coraggio e si assumano l’impegno,e la responsabilità, di investire nelle zone interne in quanto ancora potenzialmente autosufficienti, per uno sviluppo sostenibile e, per preservare culture e tradizioni che ci sono state tramandate da secoli. E’ Necessario, dunque, che la popolazione prenda coscienza e si assuma la responsabilità, rispetto allo stato delle cose, che fin quando non avremo come in passato qualche nostro rappresentante nelle Istituzioni che contano saremo sempre ad imprecare.
Oggi è il momento di mettere da parte le giuste ambizioni personali, ed iniziare una nuova stagione e ragionare, non più in termine personale ma, in termine di unità complessiva nell’interesse del territorio. Bisogno evitare , come molte volte è accaduto in passato, che chiunque viene, promette, prende e poi non vediamo più restando, purtroppo, ancora una volta, inesorabilmente sempre con i nostri atavici problemi e con le nostre divisioni. La sfida, deve essere di trasformare una emergenza demografica, in opportunità di crescita economica e sociale – conclude Michele Santoro.
TABELLA RESIDENTI 1991 – 2025 (Fonte ISTAT)
| COMUNE | 1991 | 2025 | 1991/2025 | 2016 | 2016/2025 |
| BAIA E LATINA | 2434 | 1981 | -453 | 2014 | 33 |
| PIEDIMONTE MATESE | 11237 | 10021 | -1216 | 11167 | 1146 |
| DRAGONI | 2271 | 1869 | -402 | 2130 | 261 |
| ALVIGNANO | 5063 | 4454 | -609 | 4734 | 280 |
| SAN POTITO SANNITICO | 1791 | 1946 | +155 | 1912 | 34 |
| GIOIA SANNITICA | 3723 | 3222 | -501 | 3595 | 373 |
| CASTELLO DEL MATESE | 1423 | 1361 | -62 | 1463 | 102 |
| SAN GREGORIO MATESE | 1091 | 862 | -229 | 960 | 98 |
| LETINO | 932 | 619 | -313 | 711 | 92 |
| GALLO MATESE | 927 | 440 | -487 | 558 | 118 |
| ALIFE | 6930 | 7318 | +389 | 7619 | 301 |
| SANT’ANGELO D’ALIFE | 2580 | 2029 | -551 | 2253 | 224 |
| RAVISCANINA | 1433 | 1145 | -288 | 1318 | 173 |
| AILANO | 1730 | 1033 | -697 | 1351 | 318 |
| VALLE AGRICOLA | 1602 | 729 | -873 | 872 | 143 |
| PRATELLA | 1696 | 1353 | -343 | 1535 | 182 |
| PRATA SANNITA | 1898 | 1339 | -553 | 1476 | 137 |
| FONTEGRECA | 958 | 732 | -226 | 806 | 74 |
| CIORLANO | 646 | 350 | -296 | 430 | 80 |
| CAPRIATI AL VOLTURNO | 1746 | 1399 | -347 | 1532 | 133 |
| TOTALE | 52111 | 42833 | –9278 | 48436 | 3675 |






