Boiano. XVII Primavera Sacra e alcuni riti dei Sanniti: sulle cime del Matese la Dea schiacciava le nubi facendo piovere sulle fertili pianure di Alife.

bojano sacerdote matrimonio rito sannitiIl Matese era “la montagna sacra” del Sannio: “allargare la Regione Molise all’intero territorio della Regione storica del Sannio, che comprende anche i Comuni dell’alto casertano”.

di Giuseppe Pace (Sacerdote celebrante il rito del matrimonio dei Sanniti del VII sec. a C.)

Il 19 agosto 2016, con il Patrocinio della Regione Molise, a Bojano, 300 figuranti hanno messo in scena la Primavera Sacra, la fondazione di Bojano (CB) e alcuni riti dei Sanniti come il matrimonio collettivo che rispondeva più alla ragione di Stato che al desiderio personale. Le fanciulle venivano scelte per valore dai guerrieri distintisi in battaglia. Anche quest’anno la FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), sezione di Bojano (CB) guidata dalla Prof. di lingue M. P. Romano, ha promosso il Ver Sacrum, alcuni riti dei Sanniti e, per la prima volta, la Guerra Sociale di 10 popoli italici contro Roma imperialista: guidata dai conservatori Silla e Mario. Maria Pia Romano a fine manifestazione ha ringraziato Goffredo Del Pinto e altri locali per l’apporto storico e a dato la parola al nuovo Sindaco locale Di Biase fu Gino, ex Sindaco a sua volta. Magistrale è stata la rievocazione dello studioso di cultura classica e teatrale, Avv. Alessio Spina, che si è congratulato con lo scrivente per l’adorazione alla Dea del Matese, che ha giudicato, da esperto, eccellente (bontà sua). Rivedere, da protagonista Sacerdorte Sannita che celebra il matrimonio tra Sanniti, il Ver Sacrum, dopo aver letto il romanzo storico Viteliù di Nicola Mastronardi di Agnone (IS) è stata un’esperienza più affascinante, delle altre rievocazioni tra storia e mito, per lo scrivente, che da 44 anni frequenta “l’agosto bojanese”. Mastronardi descrive minuziosamente le primavere sacre dei Sabini, che in 7000 alla volta, migravano verso sud per colonizzare nuove terre, tra l’VIII e il VII sec. a. C.. Il celebre romanzo, elogiato anche da Gianni Letta, che ne auspica un film, descrive il territorio dei Sanniti e si sofferma molto intorno alla sua Agnone, stravedendo un po’, come fa l‘innamorato con l’innamorata. Mastronardi, indica, nel romanzo, Bojano Vetus, senza dubbi intelligenti, a Pietrabbondante (IS), mentre Bojano (CB) ha tutti i requisiti per essere la capitale dei Pentri anche perché il Matese era “la montagna sacra” del Sannio. Sulle cime del Matese la Dea vi passeggiava e schiacciava le scure nubi facendo piovere sulle fertili pianure di Bojano e d’Alife, come scrive V. Cuoco ed altri famosi scrittori delle popolazioni preromane, tra cui il prof. canadese, E. T. Salmon in “Sannio e Sanniti”. Un capitolo del mio recente saggio: “Piedimonte M. e Letino tra Campania e Sannio”, Energie Culturali Contemporanee Editrice, Padova 2011, evidenzia l’utilità di allargare la Regione amministrativa Molise all’intero territorio della Regione storica del Sannio, che comprende anche i due citati comuni dell’alto casertano, esaminati con la scienza di sintesi dell’Ecologia Umana appresa all’Università di Padova. Allargare il Molise, adesso, risponderebbe anche alla necessità di revisione della spesa statale senza le province di Isernia e di Benevento. Il Sociologo dell’Università di Venezia, Ulderico Bernardi, sosteneva spesso che non esiste l’Italia, ma tante piccole italie che nell’insieme contribuiscono a formare il nostro Paese da 151, meno per il triveneto. Eppure il binomio natura e cultura nel territorio della Regione storica del Sannio è poco noto ai turisti che preferiscono le coste adriatiche e tirreniche rispetto all’interno del centro-sud dello stivale italico. Il Sannio comprende l’attuale Molise con circa 330 mila residenti e parti di territori confinanti del beneventano, del casertano, del foggiano, del chietino e del frosinate per un totale complessivo di quasi 1 milione di attuali Sanniti ed almeno 5 milioni con gli emigrati in Canada, Argentina, Australia, Germania, Svizzera, Belgio, ecc.. Il Sannio si formò a seguito delle Primavere Sacre dei Sabini, che, nell’VIII secolo a. C., migrarono a sud e fondarono Bovianum vetus sulle sorgenti del Biferno, fiume interamente molisano. Là, a Bojano, fondarono una nuova comunità di pochi saggi anziani e molti giovani nati in anno consacrato e guidati dal bue sacro (da cui Bovianum). Cerreto S. (BN) e la gola di Lavello nell’alta valle del Titerno, dove avvenne l’imboscata delle Forche Caudine. La Federazione Italiana Donne Arti e Professioni, sezione di Bojano, da 17 anni festeggia, a Bojano e a Campitello Matese, le Primavere Sacre. A queste ha partecipato nel 2006 lo scrivente come sacerdote che interroga il Fato dalle visceri di un agnello, insieme all’altro Sannita, avv. Alessio Spina. Nel 2016 ha svolto il ruolo di sacerdote che celebra il matrimonio dei Sanniti: 10 valorosi guerrieri che scelgono la fanciulla da sposare. Sorprende il turista la partecipata manifestazione di alcune centinaia di bojanesi recitanti a memoria il copione del matrimonio delle virtuose vergini ai guerrieri del Sannio, che si opposero con “le guerre sannitiche” a Roma, che fu sconfitta nel 321 a. c. alle Forche Caudine. Il luogo delle Forche Caudine non trova concordi i ricercatori e la gola montuosa di Lavello, tra Cerreto Sannita e Cusano Mutri ritrae più fedelmente ciò che scrisse in proposito il patavino Tito Livio. I Sanniti Pentri, Frentani, Caudini, Caraceni si riunivano ai “Campi di Marte”, nella piana dell’alto Biferno, per concordare la risposta comune ai pericoli incombenti sulla federazione dei popoli del Sannio come le guerre contro Roma che si espandeva con le legioni armate e distruggendo, una prima volta, Bojano con l’omonima battaglia del 305 a. C.. In questa cittadina di 8,5 mila residenti, con molti scrittori municipalisti, vi è una strada dedicata ad Erennio Ponzio, figlo di Gaudio (il Governatore, che si lavò le mani, Ponzio Pilato, era un Sannita d’origine telesina) comandanti dei Sanniti vittoriosi alle Forche Caudine. Indubbiamente le città del Sannio più note sono Campobasso con il suo castello sommitale e le belle piazze centrali con l’Università, Isernia con la Fontana Fraterna, il duomo e la parte nuova con l’Hotel Europa e la città di Benevento che esercita attrazione turistica per il ricchissimo Museo del Sannio, il teatro Romano, le mura Longobarde e soprattutto per l’Arco di Traiano, alto 15,45 metri con un fornice di 8,60. Tale arco superbo, di recente restaurato, è detto anche Porta Aurea, e fu eretto nel 114 d.C. all’inizio della via Traiana, che abbreviava il percorso dell’Appia per Brindisi.

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