CAIANELLO / TEANO. Anniversario dello storico incontro Garibaldi – Vittorio Emanuele: la contesa tra le due cittadine continua. Mentre a Caianello “dovrebbe” arrivare il Governatore Caldoro, Teano preferisce il corteo a Caserta contro l’aborto.
“Quello di sabato – ha riferito Paolo Mesolella, dirigente scolastico – è un corteo per dire un forte SI alla Vita e un NO fermo alla legge 194, legge iniqua e assassina che ha causato dalla sua entrata in vigore ad oggi 6 milioni di bambini soppressi con l’aborto nel grembo materno”.
Storico incontro a Caianello (o a Teano) tra il comandante Giuseppe Garibaldi ed il Re dell’epoca, Vittorio Emanuele. La contesa tra le due cittadine per festeggiare, ogni anno, l’evento continua da anni, ormai. Mentre a Caianello, a Taverna Catena, si è eretto un monumento, con l’obiettivo di ristrutturare ed aprire un museo per l’occasione, a Teano, nella piazza principale del paese, si è fatto lo stesso: un enorme scultura raffigura il comandante Garibaldi ed il Re Vittorio Emanuele. Quest’anno le cose potrebbero andare diversamente: mentre a Caianello, su impulso dell’amministrazione comunale dovrebbe arrivare nientedipocomenochè il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, con tanto di rappresentanze politiche, istituzionali in genere, religiose, culturali, militari, e scolaresche al seguito, teano pare snobbare l’incontro, ed il preside Mesolella dovrebbe portare le sue scolaresche al corteo di Caserta contro l’aborto, un Corteo Nazionale per la vita contro l’aborto (e l’abrogazione referendaria della legge 194), quello di sabato prossimo, 5 ottobre, dalle ore 15,00 alle 17,00, ci saranno Mons. Angelo Spinillo, vicepresidente per il Sud della CEI, don Maurizio Patriciello, don Antonello Giannotti, Paola Mancini (segretaria nazionale MPV), Nadia Colonnello (vice presidente No194), Rosa Marzullo Presidente Regionale CIF, Pezzella Speranza Donna, Agnese Ginocchio di Alife del Movimento per la pace, Raffaele Mazzarella “Festival della vita”,Fabio Candalino dei Giuristi per la vita e Roberto Pugno di Alleanza Cattolica e numerose associazioni: No194, Movimento per la Vita, Centro Italiano Femminile CIF, Speranza Donna, Alleanza Cattolica, Giuristi per la Vita . Saranno le cittadine di Milano e Caserta a sfilare insieme per la vita: arriveranno gruppi pro -life provenienti da tutta Italia, in particolare le sezioni provenienti da numerose province meridionali: oltre a quella casertana, ci saranno quelle di Napoli, Roma, Campobasso, Avellino, Salerno, Potenza, Cosenza, Foggia, Bari, Barletta e Catania. Un appuntamento molto atteso, organizzato dal comitato No194, guidato da Pietro Guerini, mentre l’area casertana è organizzata dal preside Paolo Mesolella (nella foto). aranno presenti inoltre rappresentanti dell’AVO, Ass. Volontari Ospedalieri, del Rinnovamento dello Spirito Santo, di Azione Cattolica, i Boy Scout, l’Associazione Dea di Bellona e tanti studenti. ”Quello di sabato – spiega il preside Paolo Mesolella – è un corteo per dire un forte SI alla Vita e un NO fermo alla legge 194, legge iniqua e assassina che ha causato dalla sua entrata in vigore ad oggi 6 milioni di bambini soppressi con l’aborto nel grembo materno. Legge che ci rende complici di questi delitti in quanto commessi nei nostri ospedali e pagati con i soldi delle nostre tasse. “L’aborto e l’eutanasia – scrive papa Giovanni Paolo II nell’Evangelium Vitae – sono due crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse”. La legge 194 – continua il Preside Mesolella – è una legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia, sono oltre 30 mila all’anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa anche 5 mila euro per i contribuenti. Il movimento referendario “No194″.








