CAIAZZO / CALVI RISORTA / SPARANISE. Caso Iavazzi, l’ex magistrato Cantone a sostegno del provvedimento prefettizio: “sospensione dell’efficacia ulteriore elemento di sostegno che avvalora l’adozione delle misure di gestione delle imprese”.

cantone raffaeleScelta non adottata invece per la Iavazzi Ambiente, anch’essa destinataria di una interdittiva antimafia, che ha ottenuto un finanziamento da 17 milioni di euro per la costruzione di una centrale a biomasse nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta.

Il nuovo provvedimento della Prefettura di Caserta (nelle foto, sotto) ha, nei fatti, confermato il commissariamento di due imprese del gruppo Iavazzi, che si occupano della gestione dei rifiuti, in particolare la Impresud Srl e la Ecologia Iavazzi, ed ampliato le competenze dei commissari anche agli appalti o agli affidamenti a quei Comuni che avevano, nel frattempo (dopo la prima interdittiva antimafia notificata al gruppo), risolto il contratto con le società: si tratta, in particolare, dei Comuni di Caiazzo, Calvi Risorta e Sparanise. Anche la recente sentenza del Tar della Campania, che ha sospeso (in attesa dell’udienza di merito del 16 dicembre) gli effetti dell’interdittiva antimafia prefettizia, è stata quindi “sconfessata” dalla Prefettura casertana. Ora l’organo di governo locale trova solidarietà anche da vertici istituzionali, non ultima l’Autorità Nazionale Anti Corruzione, a cui la Prefettura nazionale lo scorso 24 agosto aveva chiesto un parere in proposito. Il Presidente dell’Anac, l’ex pm Raffaele Cantone, legittima pertanto la scelta di nominare dei commissari per le due aziende che si occupano della gestione dei rifiuti: “…la temporanea sospensione dell’efficacia, disposta limitatamente agli atti di risoluzione e di revoca degli affidamenti in corso, adottati da alcuni Comuni a seguito dei provvedimenti prefettizi interdittivi, lasciando inalterata la validità dell’informazione interdittiva antimafia, rappresenti un ulteriore e significativo elemento di sostegno, che giustifica e avvalora l’adozione delle misure di straordinaria e temporanea gestione delle due imprese, laddove lo stesso giudice amministrativo ha circoscritto espressamente l’accoglimento dell’istanza cautelare «in relazione alle prospettate ragioni di gravità ed urgenza, tenuto anche conto dell’interesse pubblico all’espletamento del servizio di conferimento e raccolta rifiuti senza soluzioni di continuità”. Questa scelta invece non viene adottata per un’altra società del gruppo, la Iavazzi Ambiente, società cooperativa a responsabilità limitata anch’essa destinataria di una interdittiva antimafia, impresa che ha ottenuto un finanziamento da 17 milioni di euro per la costruzione di una centrale a biomasse nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta. E qui l’ex magistrato Cantone motiva che “Non si ritiene che possa rientrare nell’ambito di applicazione delle citate misure straordinarie la società consortile Iavazzi Ambiente a.r.l., la quale – seppure anch’essa raggiunta da provvedimento interdittivo antimafia – non risulta affidataria di alcuna commessa pubblica”.

IL PROVVEDIMENTO DELLA PREFETTURA DI CASERTA.

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