CALVI RISORTA. “Andare a votare al referendum sulle trivellazioni è un segnale che bisogna mandare al governo per sollecitare le bonifiche nell’area ex Pozzi”: lo dice il M5S.

calvi risorta fattore“Andare a votare al referendum sulle trivellazioni è un segnale che bisogna mandare al governo per sollecitare le bonifiche nell’area ex Pozzi di Calvi Risorta”. Con queste parole gli attivisti del Movimento 5 Stelle di Calvi Risorta invitano i cittadini a recarsi al seggio la prossima domenica del 17 aprile. “Andare a votare – si legge in una nota stampa – vuol dire rispettare le istituzioni democratiche del nostro Paese. Sta pericolosamente passando il principio dello sfruttamento del territorio del Mezzogiorno d’Italia così come si sfruttano i giacimenti petroliferi della Nigeria. La Nigeria è ricca di petrolio, ma i nigeriani li troviamo a spacciare a Castel Volturno, a squartare cadaveri di un corriere per recuperare la droga contenuta in un ovulo che, rompendosi, lo aveva ucciso. Le trivellazioni in Lucania non portano ricchezza al Sud, ma alle multinazionali che sfruttano i giacimenti e che fanno pressioni sui governi nazionali per ricavarne il massimo profitto anche a discapito dell’ambiente. Ed infatti il filo comune che lega la Lucania e l’Agro Caleno è l’inquinamento del territorio: in Lucania gli scarti del petrolio e nell’Agro Caleno i rifiuti tossici della discarica più grande d’Europa”. Il voto solo domenica 17 aprile dalle ore 7,00 fino alle 23,00: hanno diritto al voto i cittadini che entro il giorno fissato per la votazione abbiano compiuto i 18 anni. Con il No, si chiede di mantenere le norme attuali,  mentre col SI si chiede di impedire lo sfruttamento dei giacimenti di idrocarburi a ridosso della costa fino a 12 miglia marine.

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