CALVI RISORTA. Imposte, tasse e tariffe ai liveli più alti di sempre: negati i rimborsi della Tari.

“Primo bilancio libero dai vincoli imposti dal dissesto: legittimo aspettarsi un taglio del carico fiscale che grava sui cittadini, la situazione, però, è addirittura peggiorata”.

di Luciana Antinolfi

Il 27 aprile scorso, il consiglio comunale di Calvi Risorta ha approvato lo schema di bilancio 2021/2023, predisposto dalla giunta Lombardi. Il primo bilancio libero dai vincoli imposti dal dissesto – afferma il Consigliere comunale Giovanni Marrocco – circa i livelli di aliquote e tariffe da adottare.

Era legittimo aspettarsi, perciò, un taglio del carico fiscale e tariffario che grava sui cittadini, tenuto anche conto della riduzione della spesa annua del personale di oltre 400.000,00 €, dopo il pensionamento di 10 dipendenti negli ultimi 5 anni.

La situazione, però, è addirittura peggiorata per i contribuenti.

Per il 2021, infatti, l’imposta municipale propria (IMU) è stata confermata al livello massimo, così come l’addizionale comunale all’IRPEF.

La tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), l’imposta comunale sulla pubblicità (ICP) ed i diritti sulle affissioni pubbliche (DPA), incluse nel nuovo canone patrimoniale, sono state aumentate.

Il canone di illuminazione votiva è stato aumentato dai 10,17 € del 2016 ai 15,00 € per lampada del 2020, misura confermata anche nel 2021.

Il canone idrico è stato confermato nella misura del 2017, quando le tariffe erano state aumentate del 50%.

Le tariffe della mensa scolastica, aumentate nel 2017 dalla giunta Lombardi, sono state confermate nella misura di 2,89 € per pasto, vale a dire € 57,80 per un carnet da 20 buoni, senza alcuna agevolazione per fasce di reddito e numero di figli. Nel 2016, invece, vi erano importi differenziati, da un minimo di 9,50 ad un massimo di 49,50 € per carnet.

Hanno previsto, peraltro, un tasso di copertura addirittura superiore al 100%, visto che non hanno tenuto conto del contributo del MIUR di circa 8.500,00 €.

Infine, la tassa rifiuti (TARI), per la quale hanno accertato in bilancio, nell’ultimo quinquennio, somme superiori agli impegni di spesa (i tecnici dovrebbero sapere che fanno fede i rendiconti annuali, non i debiti fuori bilancio o i riaccertamenti eseguiti dopo 4 anni)! Somme trattenute senza titolo, che dovevano essere utilizzate per ridurre la TARI.

Così come doveva tornare ai cittadini ogni centesimo della transazione da 422.000,00 € con il gestore, come peraltro prometteva il Sindaco nei comizi del 2017, in vari suoi post e in risposta ad una mozione presentata dallo scrivente nel 2017.

Non hanno fatto nulla di tutto ciò, negando persino l’esistenza di una economia di spesa (e quindi di una eccedenza di entrate) pari all’importo della transazione. Incredibile!!!

Per il 2020 hanno confermato le tariffe della TARI del 2019 (a breve verrà inviato il 30% a saldo) e per il 2021 si deciderà entro il 30/06/2021…ma il buongiorno si vede dal mattino.

Nessuna agevolazione è stata sinora adottata nei confronti delle utenze non domestiche, la cui attività è stata chiusa nel corso del 2020 e del 2021. Nemmeno una semplice informativa è stata diramata sulla possibilità che le utenze non domestiche hanno di manifestare, fino al 31/05/2021, la volontà di “fuoriuscire” dal sistema pubblico di raccolta, avviando a recupero i rifiuti prodotti mediante soggetti esterni.

E se non si dispone di tutti questi elementi, che tariffe si vogliono mai approvare?

Ma al di là di tutto, qual è il senso di approvare il primo bilancio libero dai vincoli del dissesto, con aliquote e tariffe che vengono in parte aumentate e in parte confermate allo stesso livello del dissesto?

Quello che si garantisce sempre sono invece le loro indennità di funzione, quelle del Sindaco e degli assessori, che ci costano quasi 68.000,00 € annui – conclude l’ex sindaco nella sua nota.

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