CALVI RISORTA. “Lombardi continua nel suo consueto stile: per la serie “facciamoli fessi e contenti”: la nota dei consiglieri Marrocco e Natale.

“È inutile, proprio non ci riesce a non dire fesserie il nostro Sindaco, coadiuvato allo scopo dal “Suo” tecnico di fiducia”.

di Luciana Antinolfi

“In questi giorni vengono notificate le bollette del canone idrico integrato. La novità è che per la prima volta sono state poste in riscossione, contemporaneamente, due annualità di consumo: il 2019 ed il 2020 – la nota dei consiglieri comunali Giovanni Marrocco e Vanda Natale. Puntuale arriva il post del Sindaco su Facebook, che inanella una serie di fesserie per giustificare questa scelta, legittima ma assurda in questo periodo. Motiva le ragioni del ritardo nella messa in riscossione, affermando che l’amministrazione, nel 2020, ha sospeso la bollettazione del canone idrico, andando così incontro alle esigenze dei cittadini colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia, “manifestando sensibilità”. Cerca addirittura di farla passare per un provvedimento obbligato, affermando che le annualità dovevano essere riscosse perché a rischio di prescrizione. Fornisce anche la soluzione, richiamando la modifica al regolamento delle entrate approvato nel consiglio del 23 giugno e, quindi, la possibilità di chiedere una maggiore rateizzazione recandosi allo sportello della “Publiservizi”! È inutile, proprio non ci riesce a non dire fesserie il nostro Sindaco, coadiuvato allo scopo dal “Suo” tecnico di fiducia. Nell’anno 2020 non è stata approvata alcuna delibera o determina di sospensione della bollettazione dei canoni idrici, al fine di agevolare i contribuenti. Lo conferma la messa in riscossione, nel mese di ottobre 2020, del canone idrico del 2018, la cui lista di carico è stata approvata con determina n. 317 del 22/10/2020. Semplicemente il comune non è riuscito a metterlo in riscossione prima, dopo aver riscosso quello del 2017 a settembre del 2018 e aver poi dormito per altri due anni! Per cui si vuol far passare una inefficienza degli uffici, come un atto di “sensibilità” politica! In merito al rischio prescrizione, c’è da dire che la stessa è diventata biennale. Dunque, poteva essere eventualmente a rischio la sola annualità 2019, ma non quella del 2020, che può essere riscossa entro il 31/12/2022. Non c’era dunque alcuna necessità di mettere in riscossione ben due annualità di consumo. La modifica regolamentare, approvata nell’ultimo consiglio comunale, richiamata dal Sindaco, consente sì una maggiore rateizzazione (cosa peraltro possibile anche con la precedente formulazione del regolamento), ma soltanto con riferimento agli avvisi di accertamento e agli atti esecutivi. Inoltre, la stessa non è indirizzata alla generalità dei contribuenti, ma solo a quelli in difficoltà economica, dimostrabile attraverso parametri come l’ISEE. Invece qui stiamo parlando della riscossione ordinaria del canone idrico, non degli avvisi di accertamento. Per cui il sindaco non sa nemmeno cosa ha approvato nell’ultimo consiglio e fornisce indicazioni sbagliate ai contribuenti, quando li invita a recarsi in massa agli sportelli della “Publiservizi”. La bolletta pervenuta per il biennio 2019 e 2020, prevede il pagamento in 8 rate mensili, a decorrere da agosto 2021. Quindi, anche se il regolamento si applicasse per assurdo alla riscossione ordinaria e a tutti i contribuenti indipendentemente dalla propria situazione economica, oppure la “Publiservizi” si adeguasse, senza una base regolamentare, alle direttive del Sindaco o del funzionario, con bollette fino ad € 500,00 la rateizzazione prevista con questo regolamento (4 rate) è addirittura più svantaggiosa di quella prevista dalla Publiservizi (8 rate). Ma questo è lo stile del Sindaco, gran maestro della “presa in giro” e c’è poco da fare, se non dire tutti in coro: “Bravo Sindaco”.

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