Capua / Caserta. Rotary Capua Antica e Nova: presentazione del libro “Il cristiano tra potere e mondanità” Tanzarella e Carfora: “E’ dovere di uno storico credente non lasciare solo il Papa”
Il sodalizio ha ospitato Sergio Tanzarella e Anna Carfora, docenti della facoltà di teologia, coautori del libro ”Il cristiano tra potere e mondanità”, uscito proprio lunedì scorso nelle librerie di tutt’Italia.
di Gabriella Montanaro
Nuovo incontro promosso dal Rotary Capua Antica e Nova e fortemente voluto dalla presidente Mariella Leonardo Uccella, in vista dall’avvicinarsi del Natale, per riflettere sul valore della cristianità e della festa del Santo Natale. Il sodalizio ha ospitato lunedì 14 dicembre, presso l’Hotel dei Cavalieri di Caserta, Sergio Tanzarella e Anna Carfora, docenti della facoltà di teologia, coautori del libro ”Il cristiano tra potere e mondanità”, uscito proprio lunedì scorso nelle librerie di tutt’Italia. La conferenza è stata aperta dalla presidente Leonardo che ha chiesto un minuto di silenzio per commemorare il compianto professore universitario Aniello Montano, uno dei soci fondatori del Rotary Club, grande studioso del filosofo Giordano Bruno, i cui funerali si erano svolti nel primo pomeriggio nel Duomo di Acerra. Anche il Delegato del Governatore Distrettuale Enzo Megna ha voluto ricordare il fraterno amico Montano, grande frequentatore del Rotary, con il quale ha condiviso momenti indimenticabili: “Una persona unica di grande spessore, seppur molto modesta e semplice che era solito offrirgli una sfogliatella napoletana in una pasticceria vicino casa sua”. Anche il relatore Tanzarella, in apertura del suo intervento, ha ricordato il collega scomparso: “Una figura di singolare modestia e generosità con competenze straordinarie in campi diversi”. Lo studioso si è poi soffermato sul motivo che ha spinto lui e la collega a scrivere il libro. Lo spunto è venuto dall’udienza di Papa Francesco con la Curia romana in occasione degli auguri natalizi del 22 dicembre del 2014: un discorso, a detta di Tanzarella, di portata epocale e che ha fatto molto scalpore, ma che è quasi subito scomparso dalla circolazione. I due storici hanno invece pensato di recuperarlo e condividerlo affinché le parole del Pontefice non fossero mistificate. “E’ dovere di uno storico credente” – ha sottolineato la professoressa Carfora. Tanzarella ha passato in rassegna le 15 malattie individuate dal Papa: la malattia del sentirsi immortale, dell’eccessiva operosità, dell’impietrimento mentale, dell’eccessiva pianificazione, del mal coordinamento, dell’alzheimer spirituale, della vanagloria, dell’ipocrisia, delle chiacchiere, della divinizzazione dei capi, dell’indifferenza verso gli altri, della faccia funerea, dell’accumulare, dei circoli chiusi e del profitto mondano. Lo studioso della storia del cristianesimo si è soffermato sulla gestualità del pontefice: “Francesco – ha detto – si muove attraverso gesti significativi, più eloquenti delle parole – basta osservare il suo comportamento: la scelta di vivere a Santa Marta, di mangiare alla mensa con gli altri, di andare a Lampedusa per farci vedere cosa stesse succedendo, di venire a Caserta per incontrare i pentecostali (avrebbe potuto scrivere un documento). Non è un papa tradizionale – ha aggiunto Tanzarella – sta cercando di continuare a fare quello che faceva in Argentina quando era Cardinale Bergoglio, la sua autorevolezza sta nella testimonianza che dà”. La professoressa Carfora, dal canto suo, ha invece riflettuto sulle novità della Riforma della Curia, una riforma necessaria e che neanche il Concilio di Trento è riuscito a cambiare. “Papa Francesco – ha spiegato la studiosa – sta tentando di esercitare il potere pontificio, non abusando però di tale potere, ma come servizio utile alla collettività. Sta cercando di smontare le immagini degli altri papi, anche dei più antichi, che si consideravano e comportavano come principi. E’ un uomo – ha concluso – ma forse è solo! E’ uno degli uomini più amati, ma dalle persone comuni, non dai suoi”. Ecco la ragione che li ha spinti a scrivere: “Il Cristiano tra potere e mondanità”. La conferenza è stata molto apprezzata da tutti i presenti. Significativo l’intervento tra il pubblico del past president Carlo Iacone che ha ritenuto il confronto molto stimolante e ha sottolineato il suo grande apprezzamento per l’attuale pontefice gesuita ed il tipo di rinnovamento da lui attuato che sta avvicinando anche i laici alla Chiesa. “Ora con Papa Francesco non si possono avere più alibi! – ha detto e ciò è stato confermato anche dallo storico Sergio Tanzarella che ha aggiunto: “La società non ha più alibi, perché la Chiesa è andata più avanti della stessa società!”.







