Capua. Nasce la “Comunità del cibo” di slow food Terre di Capua.
Con aziende a conduzione familiare, le coltivazioni vengono effettuate con metodi a basso impatto ambientale, seguendo metodi dell’agricoltura biologica o integrata.
Produttori che lavorano per promuovere una nuova gastronomia, fondata sulla tutela della biodiversità, protezione dell’ambiente e rispetto delle culture e delle tradizioni locali: è la rete di Terra Madre di Slow Food, diffusa in 150 Paesi del mondo. I primi nodi di questa rete sono state le Comunità del cibo: gruppi di persone che producono, trasformano e distribuiscono cibo di qualità in maniera sostenibile e sono fortemente legate a un territorio dal punto di vista storico, sociale e culturale. Da qualche giorno ha preso vita “Sinergie Produttive di Qualità Capuane”, la Comunità del cibo di Slow Food Terre di Capua. Il nome scelto riprende la sigla SPQC, il segno distintivo usato dalla città di Capua sin dall’epoca romana e ne rappresenta l’ininterrotta continuità storica e geografica con la Capua antica. L’acronimo indica la frase latina Senatus PopulusQue Campanus, ovvero “Il Senato e il Popolo Campano”, presente tra l’altro sullo stemma e sulla facciata principale del Comune di Capua. La Comunità si basa sul rapporto diretto con i consumatori, con la possibilità di arricchire la cultura sui prodotti agricoli locali, attraverso l’integrazione con le iniziative promosse dalla Condotta Slow Food Terre di Capua, come i laboratori sulla conoscenza del cibo, convegni, letture, dibattiti, imprimendo un senso del tutto nuovo al ruolo degli agricoltori nel loro contesto territoriale. Sarà integrata e coadiuvata dalla rete dei ristoratori e cuochi amici di Slow Food, che ne condividono le finalità. Ne fanno parte Felice Bianco, Franco Cammuso, Giovanni Capuano, Gaetano Cenname, Giuseppe Chillemi, Giuseppe Liccardo, Pasquale Ponticiello, Antonio Scialdone, Cristofaro Visconti.







