Caserta / Provincia / Verso le Politiche 2022. Graziano, Caputo, Zannini, Oliviero, Sarro, De Simone, Santangelo, Lonardo, Zinzi, del Basso De Caro.

Il centro destra verso il “cappotto” in tutti i collegi maggioritari della Campania: eletti i parlamentari del centro sinistra solo nel proporzionale.

400, ricordiamolo, e non più 630, i deputati da eleggere e 200, e non più 315, invece, i senatori, nella tornata imminente del 25 settembre 2022, dopo la modifica costituzionale del precedente mandato parlamentare.

La Campania eleggerà 38 deputati (dei 400 complessivi in Italia): nei collegi uninominali vince l’esponente del partito o coalizione che prende un solo voto in più rispetto agli avversari. 11 i restanti seggi che vengono assegnati col voto al proporzionale (qui si vota il partito e scattano solo quelli in graduatori utile). Al Senato sono 18 seggi dalla Campania (dei 200 in totale nazionale).

Stefano Graziano, non eletto alle regionali ultime del 2021, ottiene il contentino del posto in lista per il Pd (probabilmente il capolista al collegio plurinominale Caserta – Benevento): un riconoscimento, da parte del leader nazionale Letta di persona, più per colui che ha racimolato oltre 17mila preferenze lo scorso anno che per il fatto di essere stato, in provincia di Caserta, il riferimento del partito per anni.

Nelle intenzioni del partito non vi è, dunque, quella di candidare esponenti che già rivestono cariche istituzionali: dunque Gennaro Oliviero, presidente del consiglio regionale, da valutare invece il sannita Umberto del Basso De Caro, ex sottosegretario ai Trasporti e leader dem in provincia di Benevento.

Ma anche se il Pd, stando ai sondaggi, è su quote che oscillano tra il 23 / 24% su base nazionale, in Campania ed in particolare a Caserta è tutta un’altra storia, per la presenza, forte, di Italia Viva ad esempio, con due esponenti del consiglio regionale, come Enzo Santangelo da Maddaloni ma soprattutto Nicola Caputo, che potrebbe ambire al collegio senatoriale che raccoglie le province di Salerno, Caserta, Avellino e Benevento). La questione del politico teverolese in questo momento è molto delicata, lui che ha rischiato il defenestramento per una serie di questioni, non ultima quella di aver snobbato gli allevatori bufalini in merito alla brucellosi. La sua candidatura è legata probabilmente ad un confronto col governatore Vincenzo De Luca dove Caputo potrebbe chiedere garanzie per la sopravvivenza di assessore regionale all’Agricoltura che, al contrario, De Luca potrebbe non dargli, avendo intenzione, come si apprende da fonti accreditate, di avvicendarlo.

E come Noi di Centro, che certamente farà lista a se candidando l’uscente Sandra Lonardo Mastella, moglie di Clemente Mastella, a capolista nel collegio plurinominale della Camera di Caserta-Benevento. Certamente candidata pure la Iodice, fedelissima del sindaco di Benevento.

Insomma, nel potenziale bacino di consenso del PD, Italia Viva in Campania e nelle province di Caserta e Benevento rappresenta un elemento di disturbo, visto che sul territorio è molto più radicato il partito di Renzi, in termini soprattutto di rappresentanze nelle istituzioni regionali, provinciali e comunali, di quanto non lo sia Azione di Carlo Calenda.

Ecco perché Graziano considera tutt’altro che scontato racimolare quel 12 / 13% che gli garantirebbe l’elezione alla Camera anche da capolista del collegio plurinominale Caserta-Benevento. Qui si inserirebbe per una candidatura al Senato il presidente della Camera di Commercio, Tommaso De Simone (tirato per la giacca anche al Consorzio di Bonifica Sannio Alifano a Piedimonte Matese, dove si vota il 2 ottobre ), molto di più del segretario regionale Sommese, è stato lui ad insistere per una candidatura di Giovanni Zannini nel collegio maggioritario ad Aversa (solo una voce la proposta di candidatura in Fratelli d’Italia per l’onorevole di Mondragone?). Lega, invece, decisa su Zinzi: un pensiero su Giorgio Magliocca.

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