CARINARO / GALLUCCIO. Scovata associazione a delinquere finalizzata alla produzione e commercializzazione di banconote false: la “mente diabolica” è di Carinaro.

Le banconote falsificate sono state riconosciute con classi di contraffazione considerate dalla Banca Centrale Europea tra le più diffusi d’Europa.
Falsari di professione quelli scovati dalla Guardia di Finanza che hanno portato alla luce un’associazione a delinquere composta da almeno 15 persone: la banda era finalizzata alla produzione e commercializzazione di banconote false, in particolare del taglio da 10 e 20 euro. Sono Mario Torromacco di Carinaro, Giuseppe Puzone di Orta di Atella, Mario Puzone di Casoria, Roberto Luiso di Pollena Trocchia, Mirko Esposito Pompei, Antonio Esposito di Casavatore, Salvatore Lombardi di Napoli, Emanuele Lombardi di Napoli, Paolo Pagliuca Teverola, Luigi Buonomo di Napoli, Ciro Piscitelli di Casoria, Giovanni Montanino di Casoria, Vincenzo De Rosa di Casagiove, Alessandro Russo di Galluccio, Michele Gaeta di Castellammare di Stabia. L’indagine ha avuto inizio due anni fa su input delle fiamme gialle di Roma e Napoli: le banconote falsificate sono state riconosciute con classi di contraffazione considerate dalla Banca Centrale Europea tra le più diffusi d’Europa. In pratica degli specialisti, che avevano a capo proprio un uomo di Carinaro, un manager del falso, che si occupava anche di individuare i sodali, allacciare rapporti con terzi soggetti per l’acquisto dei materiali di consumo e dell’attrezzatura necessarie per produrre le stampe, ma anche e soprattutto definire le intese con i committenti, coloro che acquistavano le partite di banconote false. Due le stamperie clandestine scovate, di cui una a Frattaminore, l’altra a Casavatore.







