Casalduni. Politica e mazzette, “Ho preso 70mila euro, era un centesimo della tangente…”: ex dipendente del sindaco li prese dalla montagna di soldi (7 milioni di euro) buttati sul letto da due imprenditori.

comune-casalduniAveva preso solo poche banconote per non essere scoperto: il primo cittadino lo trattava male, aveva anche chiesto a sua moglie di andare a letto con lei.

Gestione degli appalti al Comune di Casalduni: continua il processo a carico delle 15 persone e tre società invischiate, tra cui Angelo Meoli, capo dell’ufficio tecnico, ma anche tecnici e dirigenti dell’Ente e rappresentanti di alcune ditte. Ascoltati in queste ore due lavoratori impiegati nell’agriturismo, con annessa abitazione, del sindaco di Casalduni, Raimondo Mazzarelli: loro si occupavano delle faccende di casa ma anche dei lavori nei campi, come la raccolta dell’uva e delle olive. Si tratta del 36enne Nahu Salifu, in quella casa dal dicembre 2008, già noto alle forze dell’origini ghanesi, e dell’ex coniuge, Zariatu Mohammed, 32enne. Un’inchiesta non facile, complessa, partita nel 2013 e che vede implicato non solo il primo cittadino ma anche due titolari di una ditta, con il teste chiave che dovrà rispondere anche di furto, “70mila euro, un centesimo” della somma comparsa dinanzi ai suoi occhi. Ciò vuol dire che i due imprenditori che il ghanese avrebbe visto arrivare con una busta, avrebbero consegnato a Mazzarelli una tangente da 7 milioni di euro. Lui stava portando il caffè agli ospiti, aveva spiegato di aver visto tutto dall’esterno dell’edificio, attraverso la finestra della camera da letto al primo piano, dove i tre si sarebbero incontrati e consegnanto l’ingente mazzetta. In questo interrrogatorio ha precisato di aver sentito dall’interno, dal piano terra, il fruscìo dei soldi contati dal sindaco in camera da letto, sul letto, e di esserseli trovati di fronte quando era salito nella stanza per mettere ordine. Quando il sindaco era uscito lui ne avrebbe approfittato per mettere le mani sul denaro, prendendone però non troppo, per non farsi scoprire – continua la sua deposizione – situazione che le era capitata anche in un’altra circostanza ma allora non toccò nulla. Di quei soldi, 70mila euro, una parte l’avrebbe spedita con il money transfer, il resto portato nel suo paese, il Ghana, per iniziare il suo sogno: la costruzione di una casa. Il ghanese era a casa Mazzarelli dal dicembre 2008 (“Mi dava 300 euro, poi saliti a 500 e a 700 complessivi” quando la coniuge l’aveva raggiunto nel 2011. “Mazzarelli ci ha cacciati nel luglio 2012. Tranne che all’inizio, si è comportato male con me e, poi, anche con mia moglie, alla quale una volta ha chiesto di andare a letto con lui”. Una proposta respinta dalla donna che, tra le lacrime, ha definito Salifu, l’“ex compagno che mi ha distrutto la vita, bugiardo e manipolatore”: “non è vero ciò che ha detto sui soldi e sulla busta per Mazzarelli. Mai visto quel denaro, lui mi ha riferito soltanto che sottraeva piccole somme dal portafogli del sindaco….”.

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