Caserta / Coldiretti. Un barattolo di miele su due in vendita in Italia viene prodotto all’estero: la denuncia di Coldiretti. Le importazioni dall’Ungheria, Cina, Spagna e Romania.
La provincia di Caserta produce oltre 202mila Kg l’anno realizzati in circa 6mila alveari. “Preoccupati per questo segnale che arriva dal mercato. Molti i paesi stranieri che spingono su prodotti tipici della dieta mediterranea”, ha spiega Tommaso De Simone, presidente di Coldiretti Caserta.
Un barattolo di miele su due in vendita in Italia viene prodotto all’estero: nello scorso anno 2015 record di importazioni con 23,5 milioni Kg, un più 11% rispetto all’anno precedente 2014. Il dato viene reso noto dalla Coldiretti sulla base dei dati annunciati dall’Istat, che denotano un vero record di importazioni, prevalentemente dall’Ungheria con 7,4 milioni Kg, a seguire la Cina con 4,8 milioni Kg, importazioni raddoppiate rispetto all’anno passato, quindi la Spagna con 2,3 milioni Kg e Romania con 1,9 milioni di Kg. La provincia di Caserta produce oltre 202mila Kg l’anno realizzati in circa 6mila alveari. “Siamo molto preoccupati – spiega Tommaso De Simone, presidente di Coldiretti Caserta – per questo ulteriore segnale che arriva dal mercato. Sono molti i paesi stranieri che spingono su prodotti che sono tipici della dieta mediterranea, visto il trend crescente di consumi mondiali. Ma accade spesso che le importazioni prendano strade truffaldine, ingannando il consumatore. Il miele, tuttavia, è una componente essenziale della nostra cucina. Pertanto nei prodotti lavorati, come biscotti, dolci o torrone, potrebbe finire di tutto. Per questo chiediamo un’etichettatura trasparente, che consenta un consumo consapevole e informato”. “Il comparto in questi anni è cresciuto per numero di operatori e per alveari allevati – la conferma di Angelo Milo, direttore di Coldiretti Caserta. La crescita è stata il frutto di una tendenza socio-culturale che ha attratto verso l’apicoltura nuove figure professionali, talora molto distanti dal mondo agricolo. Nella nostra provincia si conferma il trend generale e i consumatori apprezzano la qualità espressa dai nostri produttori. Un rapporto di fiducia cresciuto grazie ai mercati di Campagna Amica, dove c’è la certezza di portare a casa prodotti sicuri e di prima scelta”. La produzione in Italia, per la Coldiretti, ha peraltro visto un netto aumento con quantità stimate che si aggirano nel 2015 sui 23 milioni di Kg di un prodotto importante in quanto tale ma anche per l’essenziale lavoro di impollinazione delle api, perché come diceva Albert Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Il miele prodotto sul territorio nazionale dove non sono ammesse coltivazioni Ogm è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale mentre nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se invece proviene da Paesi extracomunitari deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE”, mentre se si tratta di un mix va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.







