Caserta. Criminalita’ in aumento nel casertano, anche grazie all’arrivo di tanti immigrati.
Protagonisti di un film alcuni immigrati, africani e dell’Est Europeo, tutti domiciliati tra Napoli e Caserta e “rigorosamente” pregiudicati.
di Daniele Palazzo
Non batavano nostri. Oggi, a portare alta la bandiera del buon “nome” della piccola e della grossa criminalità targate Caserta e Napoli, che, contrariamente a quanto si ritiene fuori dei rispettivi confini provinciali, è alimentata pochi soggetti e da alcuni media che “ci marciano”, sono pochi soggetti, sempre gli stessi, che, con le loro non certo encomiabili condotte, contribuiscono a spingere sempre più giù le credenziali di due territori provinciali che, statistiche alla mano, hanno fatto e fanno del lavoro e dell’onestà e dell’amore ai propri simili le loro uniche ragioni di vita. Questa volta, protagonisti di un film, mortificantemente “dejà vu”, alcuni immigrati, africani e dell’Est Europeo, tutti domiciliati tra Napoli e Caserta e “rigorosamente” pregiudicati. A Pontelandolfo, nel Beneventano, Foglio di Via Obbligatorio per una coppia di rumeni, che Carabinieri operanti i città, hanno sorpreso mentre, senza motivi validi apparenti, giravano a piedi e secondo gli stessi militari, con intenti chiaramente ladreschi, nei pressi di isolate abitazioni. Sempre, nella provincia sannita, denunciati tre senegalesi, di cui uno domiciliato a Napoli e due a Caserta. Viaggiano a bordo di due autovetture, una Fiat Punto e di una Wolkswagen Golf, entrambi sprovviste di copertura RCA. No ultimo, a Montella, in terra irpina, deferito anche un pluripregiudicato i 35 anni, anch’egli rumeno e domiciliato nel capoluogo partenopeo. Per lui, che è stato trovato in possesso di uno smartphone di ultm generazione, rubato qualche giorno addietro ad una studentessa 25enne, acnch’essa napoletana, l’accusa è di ricettazione. I Carabinieri avellinesi, infatti, ricostruendo i movimenti della persona denunciata, escludono che, al momento del furto del telefonino stesso, colui che lo deteneva potesse trovarsi ne cero partenopeo. Questi solo alcuni dei pocodibuono che,fuorviato dal fragoroso clamore delle loro per niente nobili gesta, qualcuno dei soliti ben benpensanti direbbe che, in compagnia dei delinquenti di casa nostra, si trovano davvero bene. E la foresta di alberi sani e rigogliosi che cresce e si fortifica e ci inorgoglisce in doloroso e composto silenzio, dove la mettiamo?







