Caserta. La denuncia. La figlia del Carabiniere arrestato in città per rapporti con Cosentino continua a mantenere il lavoro ottenuto in Ospedale come merce di scambio con l’ex sottosegretario.

nicola cosentino carcere tribunaleVerdi: “Assurdo che sia ancora nella direzione sanitaria. Indagare sull’agenzia interinale che l’ha assunta”.

“Il commissariamento per condizionamento della camorra, caso pressoché unico in Italia per un ospedale, si sta rivelando del tutto inutile visto che, al Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, Angela Cervizzi, la figlia del brigadiere dei Carabinieri, Alessandro Cervizzi, arrestato per aver fornito informazioni riservate alla famiglia Cosentino e per altri rapporti e legami con il clan dei casalesi, continua a mantenere il posto di lavoro che avrebbe avuto grazie a quei legami del padre con esponenti della camorra casertana”. A denunciarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, impegnato da settimane nel denunciare la parentopoli nella sanità campana attraverso le agenzie interinali. “Anche in questo caso, come riportato nelle intercettazioni disponibili anche nel sito della Camera dei Deputati, un’agenzia interinale si sarebbe prestata ad assumere la figlia del brigadiere dei Carabinieri perché era amico dei dirigenti del Sant’Anna e San Sebastiano” ha aggiunto Borrelli per il quale “è assurdo che, a distanza di quasi cinque anni da quell’assunzione, avvenuta nel settembre del 2012, la figlia del Carabiniere abbia ancora quel lavoro e, soprattutto, come risulta anche dal sito internet dell’ospedale, sia ancora inserita nello staff del direttore sanitario, in un ufficio dove può venire a conoscenza di atti e provvedimenti fondamentali per l’andamento della struttura sanitaria”. “Tra l’altro, l’agenzia interinale dovrebbe essere anche controllata ed eventualmente estromessa dal sistema sanitario campano visto che, secondo le accuse, avrebbe dei rapporti molto stretti con personaggi coinvolti in reati gravissimi, anche collegati alla camorra” ha concluso Borrelli.

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