Caserta / Provincia. 19 sindaci del Casertano scrivono ai ministri Costa, Salvini e Trenta: “Dai continui roghi tossici al blocco di numerosi impianti”.
“Una risposta coordinata, risoluta e tempestiva: la questione rifiuti strettamente connessa a quello dei roghi, e più in generale il tema della tutela dell’ambiente, nelle nostre zone continua a rivestire i caratteri della emergenza”.
Dai continui roghi tossici al blocco degli impianti per il trattamento dei rifiuti, con anche la chiusura del termovalorizzatore di Acerra. Sono i problemi segnalati in una missiva indirizzata ai ministri Costa, Salvini e Trenta, da parte di 19 sindaci del Casertano della cosiddetta Terra dei Fuochi: di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, Sant’Arpino, San Cipriano, San Marcellino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno. “Una risposta coordinata, risoluta e tempestiva – giacchè – la questione rifiuti strettamente connessa a quello dei roghi, e più in generale il tema della tutela dell’ambiente, nelle nostre zone continua a rivestire i caratteri della emergenza”. Propongono la realizzazione degli impianti di compostaggio per l’umido, domestico e di comunità, nonchè soluzioni strutturali per il rifiuto indifferenziato con l’obiettivo di chiudere il ciclo integrati dei rifiuti, fondi ad hoc per i comuni per far fronte ai maggiori oneri di smaltimento durante il periodo di chiusura di Acerra, maggior controllo del territorio per evitare l’abbandono indiscriminato di rifiuti, infine la riduzione dell’utilizzo della plastica. Tra le mancanze lamentate, quelle legate al blocco degli impianti per il trasferimento dell’umido, il lento smaltimento del rifiuto indifferenziato, con alcuni impianti che stoccano gli ingombranti e i Raee con la paventata chiusura. Da segnalare pure l’annunciata chiusura del Termovalorizzatore di Acerra, cui è richiesta una lunga manutenzione (nel frattempo la spazzatura sarà trasferita presso lo Stir di S. Maria C.V. i rifiuti indifferenziati che non potranno andare ad Acerra. «Tuttavia preme rilevare che ciò comporterà, in ogni caso, un aumento dei costi che, alla fine, saranno sostenuti dai cittadini». Sui roghi che continuano, i sindaci lamentano l’esiguità di risorse come i vigili urbani, che non possono garantire un’efficace controllo del territorio, nonostante la presenza dei soldati dell’Esercito.








