Caserta / Provincia. Schede Sim per la didattica a distanza e rette nelle scuole paritarie: il sen. Barbaro interroga la Ministra Azzolina.

Ecco le interrogazioni al Ministro dell’Istruzione, Azzolina, dal sen. Claudio Barbaro, componente Commissione Cultura, in merito a due situazioni del mondo scuola in questa particolare emergenza (nella foto, col coordinatore Lega Piedimonte Matese, Gianmarco Della Paolera).

Al Ministro dell’istruzione.
Premesso che: attraverso i fondi, di cui all’art. 120, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, relativamente alle risorse individuate alla lettera b), da impiegare per dispositivi digitali e connettività di rete, il Governo ha disposto e assegnato somme da destinare alla didattica a distanza; tale misura, resasi necessaria a causa dell’emergenza Coronavirus, avrebbe dovuto soccorrere per fornire alle famiglie meno abbienti strumenti di connettività per seguire le lezioni on line, tuttavia le dirigenze scolastiche sono molto restie, a quanto risulta all’interrogante, nel concedere schede SIM, intestate alla scuola, per paura di responsabilità in caso di utilizzi inopportuni o illegittimi delle stesse, vanificando in tal modo il senso stesso del provvedimento, si chiede di sapere se tale circostanza corrisponda al vero ed eventualmente quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per risolvere il problema.

Al Ministro dell’istruzione. 
Premesso che: fra le conseguenze negative socioeconomiche determinate dall’emergenza COVID-19, è stata sottovalutata, a giudizio dell’interrogante, una questione che riguarda centinaia di migliaia di famiglie italiane che hanno i figli iscritti presso le scuole paritarie, che in Italia rappresentano una percentuale intorno al 30 per cento del sistema scolastico, a partire dalla scuola dell’infanzia sino alla formazione superiore, compresi i nidi privati: molte famiglie non possono permettersi, in questo momento e probabilmente nei prossimi mesi, il pagamento delle rette; le scuole non hanno strumenti per ridurre le rette e, già nel mese di marzo, si sono riscontrati molti ammanchi nei pagamenti. Se non si interviene subito, tali scuole, come tante altre attività, vivranno in affanno e difficoltà finanziarie e molto grande sarà il rischio di una diminuzione dell’offerta; tale questione pone, quindi, due problemi: uno occupazionale, relativo al personale docente, tecnico e amministrativo delle scuole paritarie e l’altro di disagio per le famiglie, poiché in molti casi le iscrizioni alle pubbliche sono chiuse già da febbraio e, specie nelle grandi metropoli, spesso le scuole statali sono già al limite della capienza, si chiede di sapere quali provvedimenti il Ministro in indirizzo abbia intrapreso e quali intenda intraprendere per fornire una risposta adeguata al problemaesposto.

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