Caserta. Vivibilità a Caserta: il Coasca chiede lumi sulle centraline dell’Arpac. Marcello Natale: “I lavori sul corso Trieste si potevano evitare. E’ un autentico obbrobrio!”

caserta coasca 2015La centralina dell’Arpac di corso Giannone continua a registrare valori al di sopra dei limiti consentiti nonostante la stretta vicinanza con il polmone della Reggia.

di Gabriella Montanaro

La vivibiltà a Caserta continua a far discutere e a suscitare polemiche. Anche nel corso dell’ultimo direttivo del Co.As.Ca, al quale erano presenti, oltre al presidente Marcello Natale, ai consiglieri Carlo Iacone (Fisar e Fand) e Anna Speranza (Fisar), ed alla segretaria Rosanna Zitelli, anche diversi rappresentanti di varie associazioni, l’Unuci con il responsabile Gen. Ippolito Gassirà, il Codacons con la vicepresidente Annalisa Natale, il Tribunale per i Diritti del Malato con Bruno Cerboni e Rosalba Ciannarella, entrambi delegati di Cittadinanza Attiva, il Meic con Antonio Di Bona e il Garden Club con Rosa Pasquariello, si è parlato di vivibilità e della qualità della vita della città che non migliora affatto, soprattutto nelle arterie più affollate. La centralina dell’Arpac di corso Giannone continua a registrare valori al di sopra dei limiti consentiti nonostante la stretta vicinanza con il polmone della Reggia. E’ recente il provvedimento del Commissario Maria Grazia Nicolò di rendere l’arteria a senso unico, ma così, secondo il Coasca, si rimane imbottigliati nel traffico e ciò aumenta di gran lunga l’inquinamento cittadino. “A Caserta – rende noto la delegata del Codacons Annalisa Natale – si registra il 600% in più di malattie, tra cui leucemie e tumori, dovuti proprio all’inquinamento. La situazione è ormai insostenibile”. Da qui la richiesta, già partita dalla Codacons, e che si appresterà ad inoltrare anche il Coasca, di sapere dove siano state dislocate le altre centraline, dove siano operative e, nel caso, di posizionarle anche nelle strade più frequentate e trafficate, come via Roma, via Colombo e via Caduti sul Lavoro. Secondo il Coordinamento della Associazioni casertane, nonostante i tanti e continui dispositivi attuati in città si è sempre in emergenza, non migliora affatto la qualità della vita e non si registrano miglioramenti.
Non si poteva non parlare anche del “nuovi” lavori che stanno interessando la principale strada di Caserta, il corso Trieste, l’ultima “mazzata alla città” per il Coasca, un’opera “necessaria, a detta dei precedenti amministratori, per evitare di perdere i finanziamenti europei”, ma sulla quale il Coordinamento delle Associazioni Casertane si era già espresso in modo negativo. “E’ stato lo stesso sindaco Pio Del Gaudio – ha ricordato il presidente del Co.As.Ca Marcello Natale – a presentare alla nostra Associazione il progetto insieme all’assessore Giuseppe Greco e noi, in quella occasione, abbiamo risposto che non eravamo d’accordo ed anche ora rimaniamo di questo parere. Sstanno venendo al pettine tutti i nodi e i disagi che avevamo previsto, non ultimo il periodo dei lavori che si sta coincidendo con il periodo natalizio”. Per tutti è un autentico obbrobrio, una arteria antiestetica, con pedane aggiunte ai marciapiedi – che non si sa come saranno pulite nella parte sottostante – per allargare il passeggio in una arteria deserta, senza più negozi – gli altissimi fitti stanno costringendo i proprietari dei negozi a delocalizzare e ad aprire attività nei centri commerciali. Si dovevano fare per forza questi lavori di abbellimento? Questo l’interrogativo di tutti i rappresentanti presenti che sono giunti ad una decisione unanime: non erano necessari, si potevano evitare e si potevano restituire i soldi all’Europa! Si è discusso anche di altro nella riunione del Coordinamento: del recente provvedimento del Commissario Prefettizio Maria Grazia Nicolò che nega agli invalidi la possibilità di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu (Bruno Cerboni – Tribunale diritti malato); della presenza eccessiva di barboni nei pressi di piazza Amico (Carlo Iacone – Fisar e Fand), della mancanza di luce in strada la notte e della mancata manutenzione del verde cittadino con erba alta e incolta in molte zone della città, a fronte delle tasse pagate dai cittadini (Rosalba Ciannarella – Tribunale diritti del malato); della possibilità di fruire del Parco Maria Carolina dandolo in gestione gratuita a qualche associazione seria che curi il verde (Anna speranza – Fisar); della Caserma Pollio dove deve essere allocato l’Archivio di Stato e che potrebbe diventare una sorta di college universitario (Gen. Ippolito Gassirà). Provocatorio infine l’intervento di Antonio Di Bona ( Meic): “ Le associazioni dovrebbero essere più presenti ed interessarsi di più alla vita della città.

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