Crisi di governo, le Camere sono sciolte ma il “vitalizio” è salvo per un solo giorno. Vergogna!!!

Il Premier Mario Draghi si è dimesso dalla carica ed il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sciolto le Camere, ma il vitalizio dei parlamentari è salvo e sarà garantito: gli onorevoli dell’attuale legislatura, difatti, matureranno il diritto alla pensione pro quota per un solo giorno.
Nonostante Mattarella abbia deciso di sciogliere le Camere e chiamare gli italiani al voto per eleggere i nuovi parlamentari, gli attuali deputati e senatori non perderanno il diritto alla pensione solo per un sol giorno. Le norme che regolano i cosiddetti vitalizi, difatti, in realtà prevedono una forma pensionistica che scatta al 65° anno di età, e si maturi il diritto della quota per tutti e 5 gli anni della legislatura quando questa è arrivata a 4 anni, 6 mesi e un giorno. Dunque, dovrebbe scattare il 24 settembre 2022, mentre le Camere sono state sciolte giovedì 21 luglio.
Ma allora perchè i vitalizi sono comunque garantiti? Lo prevede la Costituzione stessa che, secondo art. 61, “finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti”. Tanto è vero che queste esaminano eventuali decreti urgenti emanati nel frattempo o altri atti necessari del governo, come decreti legislativi di attuazione delle deleghe. E con le elezioni già fissate per il 25 settembre 2022, guarda caso proprio il giorno dopo la fatidica data del 24 settembre 2022 che permette a deputati e senatori di garantirsi il vitalizio.







