Donne assassine. Dalla Tac sul corpo di Alessandro Venier fatto a pezzi dalla mamma e dalla compagna sono emerse cose rilevanti

l’uomo è stato brutalmente @ss@ssin@to e f@tto p€zz1 da due donne: la madre Lorena Venier, 61 anni, e la compagna Mailyn Castro Monsalvo, 30 anni.
Gli esami medico-legali sembrano confermare la confessione di mamma Lorena, accusata insieme alla nuora di aver ucciso e smembrato Alessandro
«La Tac sul corpo di Alessandro Venier ha fatto emergere cose rilevanti». È quanto trapela da fonti investigative dopo l’esame effettuato martedì 12 agosto sulla salma del 35enne ucciso lo scorso 25 luglio nella “villetta dell’orrore” di Gemona del Friuli (Udine). Gli inquirenti, pur mantenendo il massimo riserbo sulla natura delle scoperte, lasciano intendere che gli elementi raccolti vadano nella direzione di confermare la confessione resa dalla madre della vittima, Lorena Venier, 61 anni, arrestata insieme alla nuora Mailyn Castro Monsalvo, 30 anni.
La ricostruzione
Secondo il racconto della donna, ricostruito nei verbali, lei e la compagna del figlio avrebbero pianificato l’omicidio per mesi. La sera del delitto avrebbero somministrato a Venier una bevanda con tranquillanti, seguita da due iniezioni di insulina. Nonostante questo, l’uomo avrebbe opposto resistenza: Lorena avrebbe cercato di soffocarlo con un cuscino, mentre Mailyn avrebbe usato i lacci degli scarponi per strangolarlo.
Il calvario, durato ore, si sarebbe concluso con la decisione di sezionare il corpo in tre parti per occultarlo in un bidone di plastica, acquistato settimane prima insieme alla calce viva per mascherare l’odore della decomposizione. Secondo la versione di Lorena, i resti sarebbero poi stati dispersi in montagna, ma il piano è crollato dopo cinque giorni, quando Mailyn ha chiamato il 112 e confessato tutto.
Nelle scorse ore, i Ris di Parma hanno passato al setaccio il bidone – ora custodito all’ospedale di Gemona – e hanno eseguito nuovi rilievi nella casa, già bonificata dagli artificieri per la presenza di residuati bellici collezionati dalla vittima.
La Tac di ieri ha preceduto l’autopsia, svolta oggi alla presenza dei consulenti di parte e resa più complessa dal fatto che il corpo fosse in tre sezioni. Gli esiti completi degli esami medico-legali saranno trasmessi alla Procura, ma già adesso le indagini sembrano puntare a confermare nei dettagli la ricostruzione della madre: un omicidio premeditato, organizzato nei minimi particolari, e concluso con un macabro tentativo di far sparire ogni traccia.







