Donne assassine. Francesco Vitolo morto dopo una coltellata della moglie, la lite tra i coniugi per il messaggio di una donna.

I fatti nel salernitano… Sequestrati i cellulari per verificare le chat, sentita anche la donna. Resta in carcere la moglie, accusata di omicidio volontario.

di Ersilia Gillio

Sarà effettuato nelle prossime ore l’esame irripetibile sui cellulari sequestrati nell’inchiesta sulla morte di Francesco Vitolo, il 61enne imprenditore, deceduto nove giorni fa nella sua villa a Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno. Gli investigatori hanno acquisito come prova dei fatti il telefono dell’uomo, quello della moglie, Raffaella Cirillo, 54 anni, in carcere con l’accusa di omicidio e di una terza persona, una donna. Che avrebbe avuto, secondo le prime ricostruzione, una relazione con Vitolo.

La relazione

L’accertamento tecnico sarà utile per “cristallizzare” i dati presenti nei tre dispositivi, foto, chat e chiamate. Un messaggio, scambiato tra l’uomo e la giovane donna, sarebbe finito al centro dell’attenzione degli investigatori. Il messaggio arrivato al cellulare della vittima potrebbe essere stato notato dalla moglie, Raffaella Cirillo. E questo potrebbe aver scatenato la lite tra i coniugi culminata con l‘accoltellamento dell’imprenditore. La donna, più giovane e non residente in zona, è stata già sentita. Dalla verifica delle chat sui cellulari, si spera di acquisire ulteriori elementi che possano chiarire cos’è accaduto quella sera. 

La moglie accusata di omicidio volontario

Intanto la 54enne resta in carcere dopo la decisione del giudice di non convalidare il fermo ma di stabilire comunque la custodia per omicidio volontario aggravato dai rapporti coniugali. Le versioni rese dalla donna, in più momenti, non avrebbero convinto gli investigatori. Come l’ipotesi che il primo ad impugnare il coltello da cucina usato per sferrare il colpo, sia stato l’uomo e che la moglie lo abbia bloccato, volgendo la mano dell’uomo verso se stesso. 

L’autopsia

Intanto si attende l’esito dell’autopsia effettuata venerdì scorso dal medico legale sul corpo della vittima. Le analisi avrebbero rivelato la presenza di un colpo inferto all’emitorace sinistro, tra la quarta e la quinta costola della larghezza di circa un centimetro. Il colpo avrebbe raggiunto comunque il cuore anche se per sapere se sia stato fatale, bisognerà attendere che siano pronti gli esiti degli ulteriori accertamenti. Restano da chiarire ancora molti dubbi. E’ per questo che la difesa ha chiesto di calcolare anche la forza che sarebbe stata necessaria per sferrare il colpo con il coltello da cucina, considerando che la principale indiziata era reduce da un delicato intervento chirurgico e, nel giorno della morte del marito, sarebbe stata febbricitante. 

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