Donne e false accuse. Rapisce la figlia di 4 anni e accusa il nonno di abusi. Non era vero, condannata per calunnia e sottrazione di minore.

La 33enne condannata a 3 anni di reclusione. False accuse di abusi: ha denunciato l’ex suocero (il nonno della bambina) per abusi sessuali. Minacce e diffamazione: ha minacciato l’ex marito di denunciarlo come pedofilo se non avesse assecondato le sue richieste.
di Simona Lorenzetti
A processo c’era anche la madre della 33enne, accusata di diffamazione per aver inondato di commenti i profili social dell’ex consuocero. Assolta perché «il fatto non sussiste»
Nell’aprile 2023, quando il giudice del Tribunale civile stabilisce l’affido condiviso della figlia di 4 anni, scappa con la bambina in Romania cercando di far perdere le proprie tracce. Poi denuncia l’ex suocero di abusi sessuali e minaccia l’ex marito di raccontare ai giornali che anche lui è un pedofilo e che aveva abusato della piccola. Tre anni più tardi la donna, una 33enne di origine romena, viene condannata a tre anni di reclusione per sottrazione di minore e calunnia (il pm Antonella Barbera aveva chiesto 2 anni e 6 mesi). Il processo si è chiuso nei giorni scorsi e nelle prossime settimane l’avvocato Giovanna Agusta De Manzano depositerà una richiesta affinché l’imputata sconti la pena attraverso un programma di lavori socialmente utili.
Il ruolo della madre
A processo c’era anche la madre della 33enne: la signora, 56 anni, era accusata di diffamazione per aver inondato di commenti i profili social dell’ex consuocero, lasciando intendere che nutrisse attenzioni morbose verso i bambini e la nipote. È stata assolta: in aula ha spiegato di aver agito in un momento di «turbamento» perché «la psicologa aveva accertato che in passato la bambina aveva subito dei traumi psicofisici». «Ero tanto arrabbiata, pensavo avesse fatto del male alla piccola», ha detto.
Una vicenda travagliata che matura all’interno di un matrimonio ormai finito e inasprito da una forte conflittualità tra i coniugi. Prima ancora di scappare con la figlia, la donna aveva denunciato il marito per maltrattamenti (il fascicolo d’inchiesta è stato archiviato). E quando lui presenta una prima querela, accusandola di aver «rapito» la loro figlia per portarla in Romania, lei mette in atto la propria vendetta. Nell’ottobre 2023 si presenta ai carabinieri di Mestre e denuncia il padre del proprio ex: alle forze dell’ordine racconta che ha il sospetto che l’uomo abbia abusato della nipotina. Nel frattempo, cerca in tutti i modi di rendersi irreperibile, passando da un Paese europeo all’altro.
Rintracciata in germania
La procura intanto inizia a indagare e a un certo punto, grazie anche all’interessamento del ministero degli Esteri, la 33enne viene rintracciata in Germania, da dove però riesce nuovamente a fuggire. Nel frattempo, la madre della ragazza inizia a tempestare di messaggi i profili social del nonno della piccola, lasciando intendere che fosse un pedofilo. Le denunce contro l’ex marito e l’ex suocero — assistiti dagli avvocati Vittorio e Francesco Pesavento — vengono archiviate, mentre la donna e la madre finiscono sul banco degli imputati. In aula, la 33enne ribadisce le proprie accuse. In una lunga deposizione racconta di come l’ex marito fosse violento nei suoi confronti e che la sua fuga andava letta come un estremo tentativo di mettere in salvo se stessa e la figlia. Tanto che l’avvocato De Manzano, al termine dell’arringa, chiede che la sua assistita venga assolta e che gli atti del procedimento vengano trasmessi alla procura per riaprire le indagini sui presunti maltrattamenti dell’ex marito e gli abusi del nonno. Richiesta che non trova accoglimento. I giudici condannano la donna a tre anni, stabilendo anche provvisionali di 5 e 6 mila euro nei confronti del padre della piccola e del nonno, costituiti parte civile nel procedimento. Assolta la madre della 33enne, perché «il fatto non sussiste».







