Donne violente. Le volontarie del CAV scaricano letame dinanzi gli uffici della Bongiorno: “Oltraggio ai danni della senatrice, anch’essa vittima del femminismo tossico”.

Oltraggio ai danni della senatrice Bongiorno, anch’essa vittima del femminismo tossico. Angelo Pisani (1523.it) ed Antonella Esposito ( Potere ai diritti): “questa è solo violenza”.
Le attiviste del comitato femminista “Non una di meno” hanno scaricato letame dinanzi all’ufficio milanese della senatrice Giulia Bongiorno, relatrice del disegno di legge sulla violenza sessuale, dando il peggior esempio del femminismo.
«Mi pare evidente – tuona l’avvocato Angelo Pisani, fondatore del servizio antiviolenza nazionale 1523.it – che le agitatissime attiviste, ancora una volta abbiano tolto la maschera e dimostrato il loro falso vittimismo e la scarsa comprensione del testo in discussione che sostanzialmente risponde alle indicazioni emerse nel corso della discussione parlamentare di porre al centro la donna e la sua autodeterminazione“.
“Nell’articolo 609-bis del Codice Penale, cui si appigliano le attiviste – aggiunge Pisani – l’autodeterminazione della donna era del tutto assente». «Si tratta dunque – dichiara ancora l’avvocato Pisani – di una forma di violenza del tutto gratuita, che risponde solo alle logiche di una lotta politica basata sulla violenza e non sui contenuti. Spiace che ancora che le femministe, che pure tante volte hanno sostenuto giusti principi di libertà, ora si abbandonino ad atti incivili facendo prevalere l’antagonismo politico».
«Personalmente – ricorda l’avvocato – sono stato bersaglio di aggressioni verbali da parte di esponenti dello stesso comitato per aver presentato alla Biblioteca Nazionale di Napoli il mio libro “L’altra violenza”, in cui racconto storie di tanti uomini, ragazzi, anziani, vittime di violenza che, privi di tutela da parte delle istituzioni, quotidianamente si rivolgono al 1523».
«Giulia Bongiorno – conclude Pisani – non ha certo bisogno di chi la difenda, tanta è la sua autorevolezza come avvocato e parlamentare, tuttavia come colleghi e creatori del progetto 1523.it, esprimiamo solidarietà ed indignazione per il gesto antidemocraticodelle attiviste».







