DRAGONI / ALIFE. Ponte Margherita, la chiusura della discordia: dopo la riunione a Dragoni le polemiche non finiscono mai. “Il Prefetto dovrebbe commissariare l’Ente Provincia”.
Bruno Cercone, ex assessore provinciale: “solo 4 chilometri in più” l’alternativa strada Ponte dei briganti – Villa Ortensia, subito zittito dai Sindaci, dalla De Simone, primo cittadino di Roccaromana: “Sono ben 11 i km in più”.
La polemica continua. Il Ponte Margherita divenuto il ponte della discordia, ormai, la cui chiusura ha raccolto più critiche che consensi, nonostante le rassicurazioni dell’Ente Provincia, e dal suo presidente Angelo Di Costanzo, Sindaco di Alvignano, che ha annunciato il massimo impegno affinché vengano raccolti al più presto i fondi necessari per la ricostruzione (si parla tra i due ed i cinque anni). Nell’ultimo incontro avvenuto a Dragoni ed organizzato dalla Provincia di Caserta, appunto, e dal Sindaco Silvio Lavornia, non sono mancati i disappunti ad una decisione molto criticata ed imposta dalla Provincia sulla scorta di rilievi effettuati da tecnici della Università di Napoli, ma ricordiamolo, commissionati dalla Provincia stessa. Presenti diversi primi cittadini, con più di uno che non ha lesinato strali all’indirizzo della decisione assunta da Di Costanzo di chiudere l’arteria ed il ponte stesso. Tra essi il primo cittadino di San Potito Sannitico, Francesco Imperadore, quello di Riardo, Nicola D’Ovidio, ma anche la fascia tricolore di Roccaromana, Anna De Simone. Nelle dichiarazioni raccolte anche quella dell’ex assessore provinciale, Bruno Cercone di Alife che, nell’apprezzare la scelta operata dal Presidente Di Costanzo, ha elogiato gli sforzi effettuati nei tempi passati nel pensare ad un’alternativa, quella appunto del Ponte dei Briganti, che avrebbe poi collegato Villa Ortensia all’Alto Casertano. Quindi il tentativo di sminuire le difficoltà che si stanno riscontrando con l’affermazione: “solo 4 chilometri in più” la strada da percorrere da parte di chi, provenendo da Baia e Latina, Dragoni, Roccaromana e paesi limitrofi, si vede costretto a raggiungere l’arteria che transita per il Ponte dei briganti, appunto. Ma Cercone è stato subito smentito dai primi cittadini in sala, a cominciare proprio dalla De Simone: “sono ben 11 i chilometri in più” e non sono state attentamente valutate tutte le alternative. Anche il primo cittadino di Valle Agricola, Rocco Landi, ha confermato la sua proposta, ossia quella della unica corsia, a senso di marcia alternato, e di vietare il transito ai mezzi pesanti. A conclusione lavori ha preso la parola anche il rappresentante del neo comitato pro ponte, Della Rossa, che ha fatto notare l’assoluta superficialità con cui è stato chiusa al traffico la struttura, con due ambulanze ed un’auto per il trasporto del sangue che hanno dovuto cambiare percorso per raggiungere l’ospedale matesino, avendo raggiunto il ponte e trovando sbarrata la strada non sapendo della sua chiusura. Hanno fatto “Una cosa senza rendersene conto – precisano dal comitato – una cosa grave per chi amministra, insomma: il Prefetto dovrebbe commissariare l’Ente Provincia”. Il comitato, che ad ora è composto da oltre 400 persone, ha chiesto alla Provincia tutta la documentazione dall’anno 2012 in poi, da quando cioè sono iniziate le prime rilevazioni su tutti i ponti del territorio di Terra di Lavoro. “Perchè hanno chiuso solo questo?” – incalzano quelli del comitato – “che serve un territorio di oltre 40mila abitanti“. Ma le azioni del comitato non si sono esaurite a queste; hanno infatti chiesto, sempre all’Ente Provincia, la messa a disposizione del genio militare come alternativa di passaggio, ed avrebbero trovato disponibilità da parte dell’Ente di Corso Trieste, che avrebbe recepito la loro richiesta. Le soluzioni prospettate, allora, sarebbero due: o la costruzione immediata di un ponte al lato di quello attuale, se pur provvisorio, oppure il montaggio di un ponte in ferro sopraelevato, che possa almeno consentire il transito ad i mezzi meno pesanti.







