DRAGONI / ALIFE. Questione Ponte Margherita, la replica del Comitato Pro Ponte alle accuse del Presidente della Provincia di Caserta: “Al Presidente Lavornia non dicono la verità, gli raccontano storie e false informazioni”.

alife-ponte-margherita 600“Caro Presidente f.f., il nostro obiettivo è chiedere la riapertura immediata di un ponte al costo di 20mila euro a fronte dei 500mila previsti dalla Provincia per ottenere la riapertura alle medesime condizioni con l’aggravante di volerlo demolire tra due anni”.

Stando alla reazione suscitata con il comunicato stampa divulgato ieri dal Comitato Pro Ponte, è ormai evidente: il presidente facente funzioni Silvio Lavornia, a cui va riconosciuto la buona fede e la forte intenzione di voler riaprire il ponte in tempi abbastanza brevi (anche se purtroppo è trascorso già un anno), non è informato in modo adeguato sulla pratica del Ponte Margherita in quanto i suoi dirigenti e i suoi tecnici incaricati non gli fanno ben capire i contenuti del progetto da loro preparato e da Lavornia approvato. Infatti dall’esame del progetto, “PROGETTAZIONE ESECUTIVA PER LE OPERE DI MESSA IN SICUREZZA DEL PONTE MARGHERITA SULLA S.P. 330 IN DRAGONI”, redatto dall’ing. Domenico Della Corte, condiviso e validato dall’ing. Antonino Del Prete, dirigente del settore viabilità della Provincia di Caserta, si evince che:
A – dalla “Relazione Generale”:
– a pag 3 “1.Premessa”, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, viene riportato che sarà consentito il passaggio di veicoli con massa a pieno carico fino a 3,5 q.li (trattasi chiaramente di un errore di battitura), ci auguriamo che siano effettivamente 35 quintali;
– a pag 8 “2.2 – Opere di Completamento stradale”, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, che ci sarà un “inserimento di barriera di barriera di sicurezza in acciaio zincato tipo H2 idoneo al montaggio sul bordo laterale o centrale, in modo da limitare l’uso della carreggiata”;
– a pag 12 “7. Dispositivi di ritenuta”, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, “Il progetto prevede l’inserimento di un profilo redirettivo tipo H2 al centro della carreggiata in modo da evitare il transito sulla zona “sbalzo” del ponte”. Poiché il ponte è largo complessivamente 9,80 m, la carreggiata ridotta alla metà sarà pari a 4,90 m, non consentendo quindi di prevedere due corsie di marcia in quanto le strade di tipo C, “Extra urbana secondaria C2”, prevedono una larghezza della corsia di 3,50 m con larghezza minima della banchina in destra pari a 1,25 m, pari quindi complessivamente a non meno di 4,75 m, come stabilito dal D.M. n. 6792 del 5 novembre 2001 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
B – dalla “Relazione di calcolo strutturale”:
– pag 10, punto 5 Progetto di messa in sicurezza, al comma 5.1, introduzione, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, “garantire il transito dei veicoli con massa a pieno carico fino a 35 q.li”, “di addivenire al rapido riuso al transito del ponte Margherita, seppure limitato alla massa veicolare di 3,5 t e al tempo di esercizio di due anni”ed ancora “Pertanto l’obiettivo primario è il ripristino della sola agibilità statica del ponte e al transito di masse veicolari non maggiore di 3,5 t”;
– pag 11, punto 5.3 Sicurezza e prestazioni attese, che si allega in copia, come evidenziato in giallo, “Con riferimento al punto 2.4.1 delle NTC 08, l’intervento in progetto è previsto per una vita nominale di due anni (opere provvisorie – opere provvisionali – strutture in fase costruttive di cui alla tabella 2.4.I delle ntc 08), ed ancora “i calcoli allegati alla presente sono stati eseguiti prevedendo, nella durata dei due anni, il transito di veicoli aventi una massa complessiva non superiore a 3,5 t. Le conseguenti verifiche sono di tipo statico. DOPODICHÉ IL PONTE DEVE ESSERE DEMOLITO;
– pag 41, si allega in copia, come evidenziato in giallo, “Trattandosi di interventi locali di messa in sicurezza del ponte per l’utilizzo provvisorio limitato ai due anni, con riferimento al punto 2.4.1 delle NTC 08, le analisi vengono eseguite nelle sole condizioni di carichi statici omettendo le azioni sismiche. Pertanto è stata eseguita l’analisi statica per carichi verticali ed orizzontali previsti dalla normativa facendo riferimento al transito veicolare con massa non superiore a 3,5 t. In conclusione si informa il Presidente f.f. della Provincia che i costi preventivati per le attrezzature necessarie alla riapertura del ponte (portale per limitazione altezza, barriera H2 per limitazione corsia di marcia e impianto semaforico), come richiesto dal Comitato, ammontano, pur largheggiando, a non più di circa 20mila euro e non a 60mila euro, come dichiarato dallo stesso Lavornia in base ai conteggi effettuati dai suoi tecnici e dirigenti della Provincia. Questo l’appello del Comitato: “Caro Presidente f.f., siamo stati accusati addirittura di essere fonte di procurato allarme ma il nostro obiettivo è sempre e solo uno: chiedere la riapertura immediata di un ponte al costo di circa 20mila euro a fronte dei circa 500mila previsti dal progetto della Provincia per ottenere la riapertura alle medesime condizioni con l’aggravante di volerlo demolire tra due anni. Questi 500mila euro, caro Presidente, possono essere utilizzati per la risoluzione del problema e dunque per la riapertura definitiva e la piena funzionalità del Ponte Margherita. Confidiamo nel suo buonsenso”.

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