DRAGONI. Questa sera al plesso scolastico San Giorgio la presentazione della fatica letteraria di Michele Grauso, “Dragoni”: la prefazione è stata curata dal Vescovo Valentino Di Cerbo.
Sono intervenuti il Sindaco della cittadina, Silvio Lavornia, S.E. Mons. Valentino Di Cerbo, Vescovo della Diocesi Alife – Caiazzo, che non ha mancato di denigrare “i soliti blog locali” spazzatura, e Pasquale Simonelli, presidente dell’Associazione Storica Medio Volturno (nella foto).
di Vincenzo Martino
Pubblico delle grandi occasioni quello che questa sera è intervenuto al plesso scolastico San Giorgio di Dragoni alla presentazione ufficiale del libro “Dragoni”, scritto da Michele Grauso, “Momenti di Vita della comunità locale visti attraverso alcuni atti dell’Amministrazione Civica relativi agli anni dal 1807 al 1860“. Il testo, patrocinato ed alla cui realizzazione ha contribuito il Comune di Dragoni e la Diocesi di Alife – Caiazzo (edizioni Associazione Storica Medio Volturno), presenta in copertina quello che resta del locale Castello medioevale risalente agli anni mille, situato proprio in località San Giorgio. In sala, ad applaudire l’uscita della fatica letteraria dello scrittore, che può ritenersi certamente soddisfatto della serata, notati, tra gli altri, l’ex assessore regionale Enzo Cappello, amici, e diversi amministratori locali. Simonelli, presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno, ha tracciato un quadro storico, le difficoltà vissute anche dalle popolazioni locali anche, e soprattutto, nel corso dei due conflitti mondiali. Il Vescovo Di Cerbo, che ha curato la prefazione al testo, si è invece soffermato sui rapporti tra enti locali e chiesa, di quelli attuali in relazione a quelli vissuti all’epoca in cui risale il testo. Curioso il passaggio sulla frazione dragonese di Maiorano di Monte, in cui i fedeli dell’epoca chiesero che venissero celebrate due messe (altrimenti con una sola celebrazione tutti sarebbero andati in parrocchia e le loro abitazioni sarebbero state prese d’assalto dai ladri). “In realtà, questo volume è solo la prima parte dell’intera opera letteraria, e che racconta la vita di Dragoni dagli anni 1807 al 1835 – ci ha raccontato lo scrittore Grauso. Una seconda parte, che dovrebbe vedere la luce in un secondo momento, racconta la vita del posto negli anni che vanno dal 1836 al 1860, poco prima dell’Unità d’Italia. Ho cercato di raccontare la vita di Dragoni attraverso atti comunali, dall’istituzione dei Comuni avvenuta nel 1807, dai francesi nel Regno di Napoli: erano proprio i tempi in cui, abolito il feudalesimo, nacquero i Comuni. E’ trattata la vita di normali cittadini, come si mantenevano gli enti comunali, gli interventi pubblici, insomma le amministrazioni dell’epoca”. Grauso, ora in pensione, vive ad Alife ma è nativo proprio di Dragoni: è stato in attività segretario comunale, appassionato di politica, ed anche di storia locale: numerose le sue ricerche tra gli archivi storici, nella capitale a Roma, ma anche in quelli dei locali enti, cosa che gli ha portato a raccogliere informazioni utili per scrivere, e narrare, la vita vissuta dai nostri avi. Tra le curiosità interessanti che si possono scovare negli scritti, il fatto che in città, a Dragoni, hanno vissuto gli antenati dell’attuale governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.








