Frasso Telesino. Il processo a carico degli esecutori dell’omicidio Matarazzo: il pastore 45enne abusò di una 15enne, sospetta esecuzione ordinata dal padre della minore.
Il padre della minore che si tolse la vita è un operaio Baif della Comunità Montana del Taburno con sede proprio a Frasso Telesino. Il pastore 45enne abusò sessualmente della figlia 15enne, ma fu trucidato dopo un mese dall’uscita dal carcere.
Fissata l’udienza al prossimo 17 ottobre, gip Giuliana Giuliano su richiesta del sostituto procuratore Francesco Sansobrino, del processo dinanzi alla Corte d’Assise a carico di Giuseppe Massaro (avvocati Angelo Leone e Mario Palmieri), 56enne di Sant’Agata dei Goti, e Generoso Nasta (avvocati Orlando Sgambati e Claudio Sgambato), 31enne di San Felice a Cancello. I due vennero arrestati nel dicembre dello scorso anno dai carabinieri a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata per l’omicidio del 45enne pastore Giuseppe Matarazzo, di Frasso Telesino anch’egli, trucidato a colpi di pistola nel luglio del 2018 dinanzi alla sua abitazione alla contrada Selva. Massaro è accusato di aver fornito la vettura, una Fiat Croma, guidata da però dal Nasta, utilizzata per compiere il gesto criminoso, oltre all’arma del delitto, una 357 magnum, che gli era stata ritirata per una discrasia del numero di matricola, dalla quale erano stati esplosi almeno cinque colpi all’indirizzo del vittima. Probabilmente l’azione criminosa sarebbe stata mossa “su commissione, come ha spiegato il Procuratore Aldo Policastro, con un unico movente: la vendetta”. Un omicidio dunque ordinato nell’ambito della famiglia della 15enne che il 6 gennaio del 2008 si era tolta la vita impiccandosi ad un albero. Matarazzo, assistito dagli avvocati Antonio Leone e Tullio Tartaglia, era stato condannato per abusi sessuali ai danni della minore, e solo un mese prima di essere ucciso aveva terminato di scontare una condanna a 11 anni e 6 mesi.








