FRASSO TELESINO / PIEDIMONTE MATESE. Operai Baif, “De Luca, non si può scherzare con persone che vantano arretrati di dieci mensilità”: irrompe Matera.
“De Luca torna a parlare degli operatori Baif delle Comunità montane. Così come aveva fatto cinque anni fa, lo stesso torna a promettere la loro stabilizzazione. E così come non lo ha fatto nella trascorsa consiliatura, dubito lo farà in quella prossima”.
“Ogni tornata elettorale assiste, in modo squallidamente costante, ad argomentazioni che toccano la sfera del lavoro. Una tematica che non dovrebbe mai entrare in una campagna elettorale se non nella forma della programmazione, del discorso connesso alla creazione di condizioni che possano favorire nuova occupazione. Ed, invece, anche questa volta si gioca con la precarietà e con le paure di determinate categorie”. Preso di mira il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca in merito alla condizione degli operai Baif, braccianti agricoli idraulico forestali delle Comunità Montane. A schierarsi contro il ricandidato governatore è Domenico Matera (nella foto, e la Comunità Montana del Taburno a Frasso Telesino), candidato al Consiglio regionale della Campania tra le fila di “Fratelli d’Italia”: “De Luca torna a parlare degli operatori idraulico forestali delle Comunità montane. Così come aveva fatto cinque anni fa, lo stesso torna a promettere la loro stabilizzazione. E così come non lo ha fatto nella trascorsa consiliatura, dubito lo farà in quella prossima. Quello che dovrebbe restare confinato nel sacrosanto alveo di un diritto costituzionalmente garantito, viene risucchiato nei discorsi elettorali. Come slogan. Non possono essere slogan le difficoltà di persone che, dopo anni di attività condotta in un Organo statale (e non privato!), sono ancora dei precari. Non si può scherzare con persone che vantano arretrati di dieci mensilità. Perchè parla degli idraulico-forestali solo ora dopo aver taciuto della loro condizione per lunghi cinque anni? Si riconosca quello che si deve ai lavoratori delle Comunità montane, ma lo si faccia in doveroso e rispettoso silenzio. E non urlando dai palchi – conclude Matera – come fosse impresa straordinaria, ciò che attiene a null’altro che la normalità”.








