GIOIA SANNITICA. Operai morti al cantiere allestito alla Chiesa Santa Maria Maggiore di Piedimonte Matese: il Sindaco Raccio dichiara il lutto cittadino.

piedimonte-matese-chiesa-santa-maria-maggiore Tammaroraccio michelangeloNon si può morire per portare a casa il pane ai propri figli. A nome di tutti i gioiesi – dichiara il primo cittadino Michelangelo Raccio – esprimo tutto il rammarico che ha lasciato questa tragica vicenda”

di Adele Consola

A seguito della tragedia sul lavoro che ha visto coinvolti due operai nel crollo del ponteggio messo in piedi per i lavori post sisma alla chieda di San Marcellino a Piedimonte Matese, l’intero Alto Casertano è ancora sconvolto per l’accaduto. Una delle vittime, il quarantottenne Albino Tammaro (nella foto, a sx), è di Calvisi, frazione di Gioia Sannitica. Questa la dichiarazione del primo cittadino Michelangelo Raccio (nella foto, a dx), : “Un fatto gravissimo, non si può morire per portare a casa il pane ai propri figli. A nome di tutti i gioiesi esprimo tutto il rammarico che ha lasciato questa tragica vicenda, con la speranza che sia fatta al più presto chiarezza sulla dinamica dell’incidente per appurare ogni dettaglio. Vicinissimi alla famiglia in questi dolorosi momenti, ma soprattutto vicini all’assessore Luigi Marra, nipote della vittima. Albino abitava a pochi passi dalla mia abitazione e il ricordo personale che conserverò per sempre di lui è bellissimo, un gran lavoratore. La sicurezza sul lavoro deve essere garantita sempre ai tanti padri di famiglia che mettono a repentaglio la loro vita spesso per pochi euro al giorno. Per il momento non posso che stringermi al dolore della famiglia e della comunità e dichiarare il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Spero, inoltre, che assurdità del genere non accadano mai più”.

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