Maddaloni. Bollino rosa alla casa di cura “San Michele”: oggi la struttura sanitaria ha ricevuto la visita del prof. Giorgio Calabrese.

maddaloni san michele crescenzo barletta, giorgio calabrese e giuseppe daddioIl professore è autore del libro “Dieta Mediterranea Salute e Bontà” realizzato con lo chef Giuseppe Daddio (nella foto, con Giorgio Calabrese e Crescenzo Barletta).

di Mary Attento

La Casa di cura “San Michele” di Maddaloni (Caserta) ha conseguito ancora una volta il Bollino Rosa, per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, con particolare attenzione alle esigenze delle donne. La premiazione degli ospedali vincitori ha avuto luogo a Roma per oggi, 16 dicembre 2015, a Palazzo Chigi. Accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, la “San Michele” continua, dunque, a far parte del network di ospedali premiati dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, e che dal 2007 attribuisce riconoscimenti alle strutture ospedaliere attente alla salute femminile. Sempre oggi la Clinica ha ricevuto la visita del prof. Giorgio Calabrese, il noto medico-nutrizionista che si è soffermato sulla sala operatoria ibrida e sulla sala di Elettrofisiologia che ospita la strumentazione Rhythmia, alcuni tra gli ultimi interventi tecnologici all’avanguardia in cui la “San Michele” è impegnata da tempo. Giorgio Calabrese è stato a Maddaloni anche per la presentazione del lavoro editoriale realizzato a quattro mani con lo chef Giuseppe Daddio: “Dieta Mediterranea Salute e Bontà”, un libro che propone piatti della Dieta Mediterranea. Il convegno, tenutosi presso la Fondazione Villaggio dei Ragazzi, ha visto la partecipazione di Giuseppe Barletta, specialista in gastroenterologia della Casa di Cura “San Michele”: “Occorre fare prevenzione primaria e secondaria delle malattie croniche e tumorali – ha spiegato il dr. Giuseppe Barletta – la cui genesi spesso, ma non per questo inconfutabilmente, è legata all’alimentazione. Da qui, la necessità sempre più frequente, di volgere l’attenzione alla dieta come strada per la cura del corpo e, perché no, dello spirito. Per ultima, ma non meno importante, la cura del medico non deve essere contro la malattia, ma diretta all’omeostasi di corpo e anima con attenzione all’umanizzazione delle cure sia per quanto riguarda la ricerca e predilezione di trattamenti mininvasivi che nel recupero del rapporto medico paziente. Come a dire, meno prescrizioni più condivisione di scelte del percorso di sofferenza: insomma sin-patia nell’accezione eziologica del termine”.

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