MATESE / Scandalo Scuola. “Pagato per non fare nulla, ora basta”: un prof di potenziamento dell’Alto Casertano scrive alla neo Ministra dell’Istruzione.
“Ogni giorno vado a scuola, timbro il cartellino, chiedo ai bidelli se ci sono sostituzioni da fare e aspetto. Quando mi alzo alle sei, la mattina, spero sempre che sia solo un incubo ma le cose vanno avanti così da quattro mesi”.
Un docente di una scuola superiore originario dell’Alto casertano ma in servizio fuori provincia ha ottenuto la scorsa estate contratto in una scuola del nord Italia. Alla felicità per l’impiego si è aggiunto però una situazione svilente, “doppiamente frustrante – riferisce il docente: da un lato passo le giornate seduto a non fare nulla, dall’altro mi sembra uno schiaffo a chi fa tanti sacrifici per vivere. Ora vorrei tornare indietro, prima che uscirono i risultati delle richieste di trasferimento. Oggi passo 18 ore a settimana a scuola senza fare nulla, aspettando invano in sala professori. Quasi ogni giorno vado a scuola, timbro il cartellino, chiedo ai bidelli se ci sono sostituzioni da fare e aspetto. Quando mi alzo alle sei, la mattina, spero sempre che sia solo un incubo ma le cose vanno avanti così da quattro mesi”. Il docente non può insegnare: dopo il trasferimento era risultato in una classe diversa di quella dei professori della sua disciplina. Questo perché era stato inserito tra i professori di potenziamento, ovvero i docenti aggiuntivi che si occupano di ampliare l’offerta formativa attraverso lezioni extra e corsi di recupero. Una figura professionale introdotta dalla riforma della ‘Buona Scuola’ due anni fa, che però sembra positiva solo sulla carta, come spiega il prof senza cattedra: “Il preside mi disse che sarebbe stato gratificante, eppure avevo già visto tanti validi insegnanti ‘parcheggiati’ in sala professori. Faccio pochissime supplenze e mi sono attivato per accompagnare i ragazzi nelle visite d’istruzione. Qualche collega, impietosito, mi ha chiesto di intervenire nelle classi per una lezione su Cittadinanza e Costituzione. Il preside vorrebbe venirmi incontro, ma le mie proposte educative, su vari ambiti, sono difficilmente realizzabili per i pochi spazi e il poco tempo degli alunni, che sarebbero sovraccaricati di impegni”. La situazione, per il prof, sta diventando insostenibile. Per questo motivo ha scritto alla ministra Fedeli, al presidente del Consiglio Gentiloni e al Capo dello Stato Mattarella. “Non avevo chiesto di essere inserito nel potenziamento. Dopo tanti anni di servizio e master mi sento abbandonato, chiedo solo di tornare a insegnare, anche in un altro istituto – spiega l’insegnante – Devo restare per sempre in questo limbo e convincermi che la scuola italiana sia solo un enorme ammortizzatore sociale, che mortifica competenze in cambio della sicurezza economica?”.







